Azar Comunicazione presenta: Paola Tassetti in “BIPÓLO CIRCUITALE – L’ordine vegetale si mischia al caos umano”

BIPÓLO CIRCUITALE (2018, 50×50, tecnica mista su tela) è una delle ultime sorprendenti creazioni di Paola Tassetti.
 L’ordine vegetale si mischia al caos umano”
Trovando nel loro legame impercettibile, un reale legame oscillante con il tempo e le esperienze, che non lasciano alcun nucleo di certezza se non il ciclo naturale delle cose.

 

Scoperto il Bipolo, abbiamo pensato sarebbe stato bello farlo viaggiare e … indossare. Nasce così la terza collaborazione con la poliedrica artista, dopo l’installazione al Ratatà 2017 e  quella alla Notte dell’Opera 2018: 
il Bipolo sarà protagonista di una serie di tshirt in tiratura limitata con stampa sublimatica su poliestere, in vendita nel nostro shop maceratese Tandem .

Azar Comunicazione presenta: Cristiana Zampolini & David Foster Wallace in: “Ho trovato un’orecchio / Il fatto è che mi diverte torturare uno sbirro”

Azar Comunicazione presenta: Cristiana Zampolini & David Foster Wallace in:
“Ho trovato un’orecchio / Il fatto è che mi diverte torturare uno sbirro”

Le parole di David Foster Wallace nel memorabile saggio “Tennis, Tv, Trigonometria, Tornado e altre cose divertenti che non farò mai più e le illustrazioni  vettoriali della graphic designer Cristiana Zampolini raccontano gli universi di due dei registi più innovativi di sempre attraverso… l’ORECCHIO, in due scene dei film icona “Reservoir Dogs” (“Le iene”, Quentin Tarantino, 1992) e “Blu Velvet” (“Velluto blu”, 1986).

Stampa 30×40 in tiratura limitata su carta fotografica Velvet in 2 varianti cromatiche, disponibili nel nostro shop maceratese “Tandem”.

Per info: azarcomunicazione@gmail.com

Azar Comunicazione presenta: “TEMPO al TEMPO”, Calendario 2019

Azar Comunicazione presenta: TEMPO AL TEMPO – Calendario 2019

“Tempo al tempo” è il nostro primo calendario. 
Lo realizziamo alla vigilia di un anno per noi molto importante: nel 2019, verso le idi di marzo, festeggeremo un’insospettabile lustro di vita e ci è venuta l’idea di scandire questo annata speciale con un mini-calendario che rifletta sul tempo che passa e che dia “tempo al tempo”.

Tempo al tempo? Un monito, qualcosa tipo non rincorrere ossessivamente il subito senza crogiolarsi su “un giorno lo farò”.
Uno sprone quindi a fare ma senza la smania di arrivare prima. Che ognuno decida le proprio scadenze, senza accettare quelle imposte della buone maniere e dalle feste comandate.

Ogni mese ha una citazione che per vie dirette o oblique ha a che fare col tempo, la sua dilatazione, il suo scorrere, il suo contrarsi.

Abbiamo scelto le frasi attingendo a libri che ci piacciono, a canzoni della nostra adolescenza che non vuole smettere di bussare, a citazioni filosofiche (a volte è bello darsi un tono!) e a frasi pronunciate da amici (o da noi stessi!) che sono rimaste scolpite dentro il nostro immaginario.
Non abbiamo scritto l’autore delle citazioni, ci piaceva l’idea che ognuno provasse a ricordarle o semplicemente a indovinare chi potesse averle pensate. Insomma, giuriamo che per concepire il calendario non abbiamo scritto “citazioni sul tempo” su Google” :)

Il progetto grafico e l’impaginazione è a cura di Francesca Luzi, graphic designer di Grottammare formatasi a Venezia. Anche lei ha ricevuto le citazioni senza saperne né la fonte né cosa significassero per noi. Il tentativo è far sì che le grafiche, la parole e i mesi che vanno a rappresentare, siano legati nelle suggestioni ma non nel loro significato stretto, per provare ad innescare in tutti noi interpretazioni aperte, laterali e non didascaliche.

Il calendario è in formato 10×15, stampato su carta opaca 250g, pensato per essere consultato ogni giorno nella propria scrivania.

Tempo al Tempo è acquistabile al prezzo di 10 € nel nostro negozio Tandem (Macerata, Corso della Repubblica 23) o nello nostro shop online 

“La suggestione che ho in pancia” – Intervista all’illustratrice Maria Martini

Ci sono incontri speciali che ci viene voglia di raccontare.

Maria Martini è una graphic designer e illustratrice ciociara che vive e lavora a Torino. Dopo esserci imbattuti in rete nei suoi evocativi disegni siamo andati ad incontrarla al Torino Graphic Days, “festival della creatività, della comunicazione visiva e della sperimentazione grafica”.

Da lì a prelevare felici una selezione dei suoi lavori il passo è stato breve: Il nostro shop maceratese “Tandem” ospita poster fine-art disponibili in vari formati, a cui abbiamo dedicato la nostra nuova vetrina :). Come avrete già immaginato, abbiamo pensato bene di intervistarla per scoprirne di più!

 

1 – Ciao Maria! Partiamo subito da dove ci siamo conosciuti: il Torino Graphic Days,  Cosa rappresenta questo festival per te? Ci sono stati altri festival a cui hai partecipato e cosa ti hanno lasciato? Cosa li differenzia?

Ciao! Si i TGD, un gran bel festival. Questa in cui ci siamo conosciuti è la terza edizione e mi piace sempre molto. Quest’anno ho avuto il piacere e l‘onore di partecipare al Cotonfioc, un festival genovese interamente dedicato alle arti visive, all’editoria indipendente e all’autoproduzione. Ero presente al Market come espositore e alla Mostra “Gli Altri – Visto Da Vicino, Nessuno È Normale” con un‘illustrazione realizzata ad hoc e selezionata per il Festival. È stata un’esperienza stupenda che spero di ripetere. Mi piacerebbe avere il tempo di vedere tutti i festival di grafica e illustrazione che ci sono attualmente in Italia, perché stanno aumentando a dismisura e mi sembra che il livello sia molto buono. A partire dal vostro Ratatà :)

Sei ciociara, hai studiato a Madrid ma vivi e lavori a Torino da anni. Come descriveresti le 3 città a livello culturale/artistico/umano in base alla tua esperienza?

Sono nata ad Anagni, una cittadina della Ciociaria, una zona del basso Lazio che pochi conoscono ma che ha un patrimonio culturale ed artistico molto ampio, oltre al buon cibo :) Anche se negli ultimi anni sto vedendo dei cambiamenti, sono molto lenti e mirati soprattutto al turismo. Non credo ci sia ancora un posto per me da quelle parti. Ho studiato a Roma, dove mi sono laureata in Disegno Industriale a La Sapienza. Poi a Madrid ho frequentato un Master in Diseño Gráfico presso la scuola di disegno AulaCreactiva. Torino e Madrid si somigliano molto esteticamente. Sono città ordinate, con delle grandi piazze e quartieri molto vivi. Sono finita qui a Torino un po’ per caso, ma ci sono rimasta perché è una piccola città che offre grandi cose.

Nei tuoi disegni vediamo sempre ritratti personaggi femminili. Ti viene naturale illustrare questo universo o c’è un’intenzione precisa che guida questa scelta?

Io disegno quasi esclusivamente donne, quindi sono loro la mia maggiore ispirazione. Le osservo molto. Quando sono sull’autobus o quando guardo un film, mi perdo ad osservare dei dettagli femminili che un uomo non noterebbe mai. Mi piace immaginare cosa ci sia dietro la scelta dello smalto o cercare di capire lo stato d’animo da come sono pettinate. Mi affascina l’idea di far parlare pochi elementi, come le mani o le sopracciglia o i capelli. Le donne sono estremamente eleganti e forti e determinate e dolci. Ogni dettaglio è meraviglioso nel corpo di una donna.

Usi i tuoi disegni come forma di narrazione? Guardando i tuoi lavori ci viene sempre da immaginare una storia tra i protagonisti e gli oggetti illustrati, grazie alle suggestioni che riesci ad evocare 

Finora non sono mai riuscita a disegnare tanto per farlo. Ho sempre aspettato che accadesse qualcosa nella giornata che mi smuovesse lo stomaco. Qualcosa che mi caricasse di una super energia o qualcosa che al contrario mi affondasse. Mi piace avere sempre una doppia lettura nei miei disegni. Non mi piacciono le cose troppo semplici o dirette. Quando guardo qualcosa e solo dopo un po’ scopro un altro significato, mi stupisco come una bambina e mi piace provare a farlo.

Dai alle tue opere dei titoli e in alcune troviamo elementi testuali ad accompagnare i disegni. Che importanza dai alle parole? Ti piace che ci aiutino a interpretare quello che vuoi comunicare? Ti capita di partire da un breve testo e poi illustrarlo o le parole vengono sempre dopo? Si tratta di “parole tue” o a volte sono citazioni che raccogli?

Il titolo è parte fondamentale di una mia illustrazione. A volte arriva subito, già con la suggestione che ho in pancia. Altre volte invece tarda ad arrivare. E in quei casi non chiudo il lavoro finché non metto quel pezzo mancante. Come quando esci di casa e sai di aver dimenticato qualcosa. Resti col pensiero tutto il giorno e ci pensi e ci ripensi perché non sei convinto. Ma poi arriva la parola magica e la riconosci
perché calza a pennello. All‘inizio inserivo sempre dei testi all’interno delle illustrazioni. Pensieri o parole di qualcun’altro, canzoni, preghiere… Non mi sembrava possibile scindere le due cose. Poi invece sono maturata dal punto di vista visivo e ho abbandonato quella caratteristica per fare spazio ad altro, forse di più intimo.

 

Dicci un disegno di cui sei orgogliosa e ti ha fatto dire: “Questa mi è uscita proprio bene!”

Cavolo questa è difficilissima. Ci sono illustrazioni a cui sono più legata perché mi ricordano degli attimi più intensi. La prima illustrazione che ho fatto senza testi per esempio, mi ricorda la fatica che ho fatto a non metterli e il coraggio che mi ci è voluto, ma anche la consapevolezza di una maturità diversa. Il titolo è “Anguria. Mi hai detto di togliere tutto”.

Come vivi L’idea che i tuoi lavori “si riproducano” e vengano venduti in giro? Ti piace pensare che “viaggino” di mano in mano e di casa in casa o vivi la cosa in maniera più conflittuale?

Questa domanda mi emoziona molto perché è una cosa surreale e magnifica che qualcuno voglia un pezzetto di me. Che lo scelga e che se lo porti a casa e che lo appenda sul letto o in cucina. E che ogni tanto lo guardi ripensando a quella stessa cosa che ci aveva visto la prima volta. Mi piace quando mi scrivono e mi mandano le foto delle loro case con le mie illustrazioni incorniciate e appese accanto ad armadi, piante, gatti. Entro in altri mondi, in altre vite, e spero di portare buone vibrazioni a chi mi guarda, di strappare un sorriso o un sospiro.

Ti saluto con una domanda facile facile: cosa significa per te essere creativi? E pensi che la creatività si possa “allenare”? In che modo? 

Per me  creatività significa avere una grande immaginazione e riuscire a rappresentare con semplicità una cosa complessa o viceversa, costruire un immaginario intorno a un puntino. L’allenamento serve come in tutte le cose, perché impari più velocemente a fare delle cose. Io quando disegno di più noto la differenza di quando sono più ferma. Però non sono una di quegli illustratori che disegna tutti i giorni, ovunque. Perché aspetto sempre che accada qualcosa che mi smuova il desiderio e la necessità di rappresentarlo. Altrimenti diventerebbe seriale e non mi piacerebbe.

Grazie Maria! Ma ci siamo dimenticati di menzionare una delle tue opere che preferiamo, quindi concedici una domanda extra :) Si tratta del disegno “Ci sono molte strade. Oltre questa qua”. Ci racconti come è nato e come rappresenta per te?  

L’illustrazione di cui parli si chiama Stringhe, è uno dei miei primissimi lavori. Ricordo di averla fatta una sera in cui mi sentivo agitata ma non sapevo perché. Ero nel letto e sono finita per caso a leggere un racconto di una ragazza di nome Esperance H Ripanti, che avevo conosciuto poco tempo prima e che sono sicura cambierà il mondo. Il suo racconto si intitolava proprio Stringhe e parlava delle alternative che puoi afferrare o perdere o decidere di lasciar andare. Insieme alla storia lei allegava una canzone de I Cani, Calabi-Yau, un pezzo molto delicato che non avevo mai sentito e che quella sera ricordo di aver ascoltato per almeno 3 ore. La frase “ci sono molte strade oltre questa qua” è a metà della canzone e mi ha catapultata in mezzo ad un incrocio sotto la pioggia.

 

TI PIACE MARIA MARTINI?

 

Maria Martini illustratrice

NOTTE dell’OPERA 2018 – SIMPOSIO VEGETALIS di Paola Tassetti @ Tandem

 

Il 2 agosto per la Notte dell’Opera 2018, Paola Tassetti torna nel nostro shop maceratese Tandem di Corso della Repubblica, presentando:

SIMPOSIO VEGETALIS – Banchetto conviviale anatomico/botanico

Una “riunione conviviale”, banchetto tra botanica ed anatomia come celebrazione della coesistenza di due mondi, quello antropico da una parte e quello organico dall’altra, mettendo così in evidenza lo scambio tra corpo e natura tradotti in elementi anatomici, artificiali, ed elementi botanici, naturali.

Un archivio di reliquie vegetali intimo e privato, che nasce dalla ricerca personale di Paola Tassetti.

Artista che lavora alla classificazione di oggetti inusuali e alla raccolta di elementi organici botanici che si configurano come una vera e propria catalogazione di natura estetica.

La cultura materiale viene raccontata per mezzo di canoni estetici che cercano di mettere assieme memorie ed esperienze dell’artista vertendo alla sensibilizzazione verso il paesaggio.

Paola Tassetti  è un’artista nativa Italiana (b.1984). Studia arte, si laurea in architettura e successivamente si specializza nella ricerca del paesaggio. Durante la permanenza a Kyoto e a Londra sperimenta l’attrazione al simbolismo, per mezzo di studi su tela ed installazioni scultoree. La sua ricerca sperimenta diverse discipline: biologia, botanica, anatomia, archeologia ed architettura. Paola lavora nell’ambito della ricerca del paesaggio, con installazioni temporanee, pitture surreali, collage digitali, arte digitale, pittura materica, serigrafia ed essiccazione di Erbe. La pittura surrealista, la video animazione, i collage, i bozzetti tipografici, le installazioni scultoree e la performance corporea, sono elementi che fanno coesistere l’organicità nelle sue opere, articolandone l’universo espressivo in funzione alla complessità dei contenuti emozionali e simbolici tematizzati. Le sue opere sono interessate a dialogare con la dimensione espressiva degli spazi e in particolare dei contesti territoriali che ha visitato, soprattutto ambiti “locali”, fatti di radici e ramificazioni dei suoi luoghi. Nel 2016 espone al Katzen Arts Center di Washington la serie di collage “Intensio Animi” e successivamente alla Triennale di Milano il progetto “Baloon”. Nel 2017 espone le sue tele “Condotti Anatomici” alla Fenice di Trieste ed al Mauto di Torino. Nel 2018 espone allo IAAD di Bologna e all’Excelsior di Milano l’installazione alchemica “Conserve Globulari” ed “Anatomia Vegetale.

PARTECIPA

“Mondi diversi e il compito di evocarli” – Intervista all’illustratrice C. Benedetta Vialli

Benedetta Vialli - Illustratrice

Già sapete che non ci passa l’amore per le cose di carta e per taccuini illustrati da riempire di disegni e pensieri …. Questa estate il nostro spazio maceratese “Tandem” in Corso della Repubblica ospita una nuova serie sketchbook realizzati da una illustratrice in cui siamo felicemente inciampiati la scorsa primavera: Benedetta C. Vialli. Il suo lavoro ci ha colpito per l’originalità e ironia dei disegni, immediati e sottili, insieme.

Vogliamo saperne di più sul suo conto e i suoi lavori!

Ciao Benedetta! Iniziamo chiedendoti come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione. Quando hai deciso di intraprendere questa strada?

Dopo troppi anni di pittura all’Accademia di Belle Arti, ho capito che la pittura non era cosa per me! Mi è sempre piaciuto usare l’ironia nel disegno, non dico che con la pittura non si possa fare…ma io non ci riuscivo! Amo l’arte ma mi ci sono sempre approcciata in maniera troppo seriosa, l’illustrazione e il fumetto mi hanno dato la possibilità di esprimermi meglio..anche nelle cose più serie!

Come trovi a Venezia dal punto di vista del fermento culturale per un’illustratrice freelance? E come ti è sembrata Macerata il giorno in cui ti sei imbattuta nel nostro negozio e hai deciso di entrare :)

Sono tanti anni che sto a Venezia e vi assicuro che oltre ad essere bella ci si può anche vivere. Mi rilassa la mancanza di traffico e la sua dimensione pedonale, poi certo quando ti imbottigli nelle calli con i turisti non è più molto rilassante, ma possiedo un anima tutto sommato zen, sopravvivo! In più è molto viva da un punto di vista culturale e lo è in campi diversi, questo la rende molto stimolante.
A Macerata mi ci ha portata in mio compagno che è originario delle Marche. Quel giorno mi ha colpita la vostra vetrina con tutte quelle illustrazioni e macchine fotografiche! Mi è sembrato il posto perfetto per una città zeppa di giovani talenti che invadono l’Accademia di Belle Arti e le classi di Ars in Fabula, allora ho deciso di entrare per dare una sbirciata…poi da cosa nasce cosa :)

Come nasce un tuo disegno? Una volta che ti viene un’idea quali sono gli step successivi che portano alla realizzazione del progetto?

Già quando mi è venuta l’idea sto disegnando. Faccio molti brainstorming di parole chiave e bozzetti. Quando ho individuato l’idea da realizzare mi metto al computer e mi faccio delle foto! Si, sembra assurdo ma grazie a dio vivo in un epoca in cui posso farmi un sacco di foto e usarmi come modella! Non saprei come altro fare… Sappiate che per ogni disegno c’è sempre una foto da qualche parte di me che faccio quella cosa lì. Inoltre consulto anche moltissimi libri d’arte, fotografia, anatomia e poi quando mi serve una “tuta da quarantena” o un “gatto che cammina”, per fortuna c’è google immagini!

 

Cosa definiresti in 3 aggettivi il tuo modo di lavorare?

Sincero, rapido, appassionato.

Nonostante si percepisca un timbro omogeneo nelle tue opere, abbiamo riscontrato delle differenze di stile e di genere, che possono spiazzare. È una nostra impressione o una tua precisa scelta?

Non so se è un bene o un male…ma non ho mai avuto uno stile preciso. Non mi sono mai imposta cose come: “da oggi il naso lo faccio così e le fronde degli alberi colà” o forse quando c’ho provato non sono riuscita a mantenere la regola! Disegnando molto, da sempre, il mio segno è in continua evoluzione e lo lascio molto fare, mi piace che mi sorprenda. In più mi pongo in maniera diversa ad ogni progetto. Sono convinta che occorra modificare la tecnica, l’atmosfera e la temperatura in base all’obbiettivo che ci si pone, quindi non tratterò mai alla stessa maniera un articolo sulle lotte femministe negli anni 60 e un racconto fantastico. Sono mondi diversi e io ho il compito di evocarli.

Guardando il tuo portfolio ci ha colpito il progetto Feminist Issue-Bossy. Il filo rosso che accomuna le opere presenti nella raccolta è l’immagine della donna e il gender conflict.  Qual è il messaggio che vuoi comunicare a chi guarda questi tuoi lavori?

Quella è una raccolta di lavori che ho fatto per varie testate online che trattano di questioni di genere e di femminismo. Sono molto legata a questi temi e faccio in modo che i miei disegni ne parlino sempre un po’. Sono convinta che chi fa comunicazione (in qualsiasi campo creativo) abbia una responsabilità enorme e al contempo una grande occasione per fare cultura. Ogni volta che mi metto a disegnare, al di là della commissione, penso sempre come caratterizzare le persone che rappresento, senza banalizzarle o peggio ancora stereotiparle! Il lavoro “This is what a feminist looks like” che ho fatto per Bossy ne è l’esempio lampante. Chi è femminista? Non solo donne, non solo bianche, non solo magre, non solo normodotate etc… Sono questioni fondamentali alle quali bisogna pensare quando ci si rivolge a un pubblico.

Quali sono secondo te i pregi e i difetti dell’affidarsi al digitale e quindi usare una tavoletta grafica piuttosto che disegnare a mano?

Il disegno in digitale mi ha rapita subito, lo trovo comodissimo! Posso cancellare all’infinito, spostare gli elementi nel campo, ingrandirli, rimpicciolirli, cambiare colore… troppo comodo! Non sono mai stata una grande pittrice quindi non sento la mancanza di certi effetti pittorici, che comunque si possono riprodurre o campionare come faccio io. Infatti continuo anche a disegnare sulla carta con le matite, l’inchiostro, le tempere e gli acquerelli. Il difetto più grande del digitale, quindi direi che è proprio questo: la mancanza del rapporto con la materia. Sono contenta di essermi approcciata al digitale solo dopo tanti anni di insozzamento di mani!

Come ti sei trovata nelle tue avventure editoriali, come quella realizzata con Vice ?

La commessa arriva il lunedì e la consegna è prevista per il giovedì, bisogna lavorare tanto e in fretta, è fondamentale comunicare con chiarezza perché si ha poco tempo. Lavorare con i giornali è “frenetico” ma io sono abituata a lavorare velocemente!

Veniamo alle illustrazioni che abbiamo scelto. per realizzare una serie di sketchbook. Raccontaci la storia dietro ognuna di esse :)

Wow ok! Allora..sono tutti progetti personali tranne “Mamma’s frangetta” che è stata pubblicata sul numero 38 di LAHAR magazine. Il tema del mese era “la mamma” e io me la sono sentita di farmi portavoce di tutte quelle povere persone che come me quando erano infanti hanno subito il taglio dei capelli casalingo…io me le ricordo quelle schiere di caschetti sbilenchi con le frange dalle più varie angolazioni e altezze… ecco l’ho fatto per voi!

Le altre illustrazioni sono tutte nate dalle situazioni ed esigenze più diverse.. per esempio “Game GRRRL” è nata per togliermi un sassolino che stava nella scarpa da un bel po’…con il pretesto di celebrare i vent’anni del Game Boy Color ho colto l’occasione di far sapere ai più che non ci giocavano solo i Boys ma anche parecchie GRRRLS che come me ci hanno perso gli occhi con quello schermo maledetto privo di retro illuminazione!

“Game Grrrl” – Benedetta Vialli @ Tandem

Poi c’è “Istruzioni per l’uso” che spiega in poche mosse come usare un libro correttamente. “Succulente” vede una schiera di piante grasse (appunto dette “succulente”) più un intruso…non volevo dire granché..ma ci tenevo a contribuire anche io a questa febbre dei cactus che pare aver afflitto un’intera generazione di illustratori! Poi c’è “Al settimo cielo” che è di base un disegno in libertà ispirato alla copertina di Vespertine di Bjork.

“Settimo Cielo” & “Istruzioni per l’uso” – Benedetta Vialli @ Tandem

Vuoi comprare  taccuini e poster con le illustrazioni di Benedetta C. Vialli?

Vienici a trovare nel nostro shop “Tandem” (Corso della Repubblica 23, Macerata)

o chiedi info e ordinali via mail: azarcomunicazione@gmail.com

Ratatà Festival & Azar Comunicazione presentano: fontanesi @ Tandem

Ratatà è nato nella primavera del 2014, proprio come noi. Dalla seconda edizione, quando il Festival si è esteso in tutto il centro storico e ha iniziato a occupare negozi e attività, vi partecipiamo con gioa ospitando nel nostro spazio TANDEM mostre di fotografia e illustrazione.

Nel 2015 toccò a “Casa in un posto lontano da casa”, Polaroid di Claudia Toloni illustrate da Daniela Tieni;

nel 2016 fu “Coppie Miste”, albi illustrati dal collettivo Le Trame;

nel 2017 scoprimmo  “Organici Botanici” di Paola Tassetti.

Il 2018 è l’anno di FONTANESI.

www.instagram.com/fontanesi

fontanesi chi?

fontanesi è un enigmatico artista che usa la fotografia per mostrare la realtà come veramente è.

fontanesi è street photography lol-surreale.

fontanesi è le sue opere.

fontanesi è da Tandem, per la prima volta nel mondo reale.

ANTEPRIMA

SINOSSI

(a cura di DE PRESS)

DE PRESS ha incontrati fontanesi per la prima volta, come tutti, sul cellulare.

Sempre tramite i nostri freddi schermini luminosi, quell’incontro è diventato prima attenzione, poi passione, infine amore spudorato. Per poi proporre timidamente un incontro tra le sue creazioni ed il nostro interesse verso le cose inquietanti che si possono fare se si fa esplodere il senso della “fanzine” e dell’autoproduzione.

Alcuni amici appassionati di internet art e altre avanguardie ci avevano già sottoposto la sua opera, ma è solo seguendola passo passo, sottoponendosi al flusso continuo, quasi quotidiano, che fontanesi crea, distribuisce, organizza, rimaneggia (attenti che i post si cancellano), è solo abbandonandosi che è possibile cogliere almeno una briciola del suo vero valore. Portare fontanesi fuori dagli smartphone, fuori da instagram, è una cosa malvagia, disfunzionale. Un po’ come costruire una torre eiffel a Las Vegas o Disneyland a Parigi. Ce ne scusiamo. Un punto importante è che non pensiamo, così facendo, di dargli maggiore permanenza, fissità, immortalità (ricordiamo che la carta si disgrega, ma pure i soli e gli atomi) o ancor peggio un “riconoscimento”. fontanesi non si può riconoscere, e la bellezza o pertinenza tragica e luminosa di tutto ciò che fa sta proprio in questo tuffo ulteriore in questa cosa che non possiamo spiegare e non possiamo dire, come non possiamo spiegare e dire chi o cosa fontanesi sia. Non è il punto e non chiedetecelo, tanto non ve lo diciamo. Il punto è che nei suoi collage digitali non c’è un taglio tra due foto, o tra due pezzi di foto. Quello che sembra un taglio, o uno stacco, semplice risulta di un copia & incolla, in realtà è una fessura. E se vi avvicinate abbastanza scoprirete che c’è dello spazio, tra quei due pixel stretti uno all’altro, e quella spazio è abbastanza largo da contenere tutta una parata di universi, universi di cappelli, di teste, di personaggi, macchine affogate e possibili apparizioni in cielo o sui volti. Quella di fontanesi è comicità multiversa, satira quantistica, il ragionato e sottilissimo calcolo probabilistico che lo porta a chiederci se, da qualche parte, ad un vecchio vagamente triste e qualunque siano cresciuti due piedi giganti.

 

DE PRESS nasce nel novembre 2016 con la pubblicazione di SCUSA di Andrea De Franco. Nel 2017 si uniscono Beatrice Bertaccini, Elettra Esposito, Lorenzo Matteucci e Chiara Polverini. Da allora DE PRESS partecipa a festival in tutta Europa e apre a collaborazioni con altri artisti: finora Michele Galluzzo, Alice Fiorelli, Mattia Angelini e Fontanesi. Le fanzine di DE PRESS vivono nella terra di nessuno che sta tra fumetto e libro d’arte.

RISCATTI URBANI n.5 – Premio giuria singola foto e progetto fotografico stampato

Riscatti Urbani 2018, la quinta edizione del contest di street photography organizzato in “Tandem” da Azar Comunicazione e AStore-Analogic Soul Photography, si è concluso nelle scorse settimane, mettendo in gioco 314 singole foto e 14 progetti fotografici stampati.   Dopo la vittoria del premio pop di “Padre e figlia”, di Francesca Cannarile, sancita dalla selezione social e dalla piattaforma di voto online è tempo di annunciare i premi critica.

Nella categoria “singola foto” la giura di Azar e quella di Astore hanno giudicato sepatamente, tenendo conto rispettivamente della forza comunicativa e narrativa degli scatti (giuria Azar) e degli aspetti più tecnici e prettamente fotografici (giuria Astore). Nella categoria “progetto fotografico stampato” le due giurie hanno espresso il giudizio in “Tandem”.

PREMIO SINGOLA FOTO – GIURIA AZAR COMUNICAZIONE

“Finding ambition”, Londra, Chiara Gioncardi

 

“L’arte di guardare”, Portovenere, Cloud Sumire

Premiamo ad ex-equo L’arte di guardare, scattata a Portovenere da Claudia Plebani e Finding ambition, scattata a Londra da Chiara Gioncardi. Entrambe riescono a cogliere l’instante decisivo  (“impulso spontaneo che viene da un occhio sempre attento”) di cui parla Henri Cartier Bresson nella citazione-guida di questa edizione, ri-scattando con istinto e ricerca due momenti significativi e preziosi.

La foto di Chiara gioca con simmetrie e semantica e “ferma” i 3 protagonisti nel tempo dell’attesa, in posizioni pressoché identiche: capo chino sullo smartphone e sigaretta in mano. Nelle meccanica della foto, ognuno di loro “dialoga” con il personaggio del cartellone pubblicitario “capitatogli”, rendendo questa scena urbana dal canovaccio frequente e perfino un po’ stereotipato, unica nel suo genere e dotata di possibili connotazioni sociologiche.

La foto di Claudia, nel suo riuscito bianconero, è sguaiata e felice e ci porta a empatizzare con i 3 bambini e con la loro spontanea voglia di scoprire. Non conosceremo mai il loro volto ma le buffe e irresistibili movenze con cui sono stati immortalati bastano a conquistarci.

I 2 riscatti e i loro 6 protagonisti, messi involontariamente insieme dalla nostra scelta, finiscono per raccontarci e ricordarci due possibili modi di guardare, uno fisso e forse un po’ alienato, l’altro scomposto e meravigliosamente curioso.

PREMIO SINGOLA FOTO – GIURIA ASTORE 

Senza Titolo, Marsiglia, Emanuele Dini

3 personaggi sulla stessa linea che non si guardano, in un bianconero dal contrasto accentuato, suscitano domande in chi osserva  l’immagine e un forte senso di inquietudine, punti di forza di una foto di grande impatto e impreziosita dalla geometrie delle scale. Lo scatto di Emanuele Dini, esempio riuscito di una street photography che inseguendo l’attimo non rinuncia alla ricerca e alla cura della composizione, riesce a colpire al primo sguardo e ad assumere secondi significati ogni volta che la si riguarda.

PREMIO PROGETTO FOTOGRAFICO STAMPATO – GIURIA “TANDEM” (Azar + AStore)

Vincono “Ancona, presente remoto” di Francesco Marini e “Le Barracks della città bianca” (Belgrado) di Davide Spaccassassi.

 

Assegniamo ad ex-equo il premio a due progetti molto diversi tra loro che sono riusciti a colpirci da differenti punti di vista e a “seguire” la seconda citazione-guida di questa edizione, quella di John Berger su Paul Strand:

Strand evita il pittoresco, il panoramico e cerca di trovare la città in una strada, il modo di vivere di una nazione in un angolo di cucina … nella maggior parte dei casi sceglie soggetti comuni che nella loro normalità sono straordinariamente rappresentativi.

 

In entrambi i casi lodiamo la ricerca e il carattere progettuale delle foto, la consapevolezza tecnica e il senso dell’inquadratura.

Abbiamo apprezzato inoltre la cura nella presentazione del progetto e le parole usate nel testo introduttivo, non semplice accessorio ma preziosa guida introduttiva alla visione degli scatti.

Del  progetto di Francesco  sottolineamo in particolare la capacità di raccontare una città da un punto di vista insolito, cogliendone sfumature inaspettate e innescando percorsi obliqui.

Del progetto di Davide premiamo la potenza degli scatti, lo spirito antropologico che ci pare li abbia guidati e la forte carica narrativa del suo reportage.

E ora, che ne sarà di Riscatti Urbani?

Come sapete ci piace che le foto raccolte in rete trovino la loro vita fisica e ritornino in circolo…  In tal senso stiamo organizzando una doppia mostra in collaborazione con Viaggi Fotografici Minimi – Piccolo Festival di Fotografia di Macerata che prevederà l’esposizione delle foto e dei progetti in gioco in questa edizione e una nostra selezione delle foto più significative di questi primi 5 anni di Riscatti Urbani! Comunicheremo su questo info su tempi e modi. Vi aspettiamo!

Riscatti Urbani n.5 – i 14 progetti fotografici stampati

A fianco della sfida social Riscatti Urbani n.5 ha vissuto un’altra vita “nascosta” e preziosa: 14 progetti fotografici che raccontano le città di Amsterdam, Ancona, Calitri, Cracovia, Falconara, Macerata (4), Parigi, Ravenna, Stoccolma e Veroli. Stampati e rilegati ognuno alla propria maniera, sono un piacere da guardare, sfogliare e toccare. Di seguto riportiamo una gallery fotografica che prova a restituire uno spaccato del materiale in gioco, in attesa di annunciare il progetto vincitore.

Ad ornamento della città, Macerata, Martina Romano
Ancona Presente Remoto, Ancona, Francesco Marini
Calitri, Calitri (Avellino), Marco Salvatore
Cartoline da Ravenna, Ravenna, Pamela Stortoni
Città macerata, Macerata, Alessandra Stagno
Cracovia, Cracovia, Martina Aliprandi
Dans le rues, Veroli, Camilla Danovano
Falcatraz, Falconara, Martina Morico
Gàr i Stockholm, Stoccolma, Gianluca Marini
Irriquietezza urbana, Macerata, Giovanni Domenella,
Le Barracks della città bianca, Belgrado, Davide Spaccasassi
Parigi in regalo, Parigi, Francesca Cannarile
Prima che bruci Amsterdam, Amsterdam, Mary Tesei
Taceramà, Macerata, Leonardo Corradini

RISCATTI URBANI n.5 – Finalissima Premio Pop

Le 5 foto finaliste di riScatti Urbani n.5, in lizza per il Premio Pop.

La fase a gironi della quinta edizione di Riscatti Urbani ha deciso le 5 foto finaliste del premio pop:

“Padre e figlia” di Francesca Cannarile (34.43% di preferenze nel Girone Vermiglio); “L’omino di Up” di Roberta Bancale aka @Robiotta (52.72% di preferenze nel Girone Smeraldo); “Correndo” di Mattia Orsili (35.29% di preferenze nel Girone Ciano); Senza titolo di Sara Mariotti aka @Essedisare (45.88% di preferenze nel Girone Ocra); “Cercasi” di Pietro Cilento (38.38 % di preferenze nel Girone Magenta).

Le 5 foto si sfideranno su questo blog con la stessa modalità della precedente fase dalle 12.00 di mercoledì 14 Febbraio 2018 alle 16.00 di venerdì 23 febbraio.