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L’Alfabeto dei REGALI di Natale da TANDEM: idee last minute per un presente differente

Dalla A alla Z, 21 idee lastminute per un presente differente, da acquistare nel nostro shop maceratese “Tandem”.

A per ANIMALIE_ infinite ricombinazioni genetiche su calamita o spilletta. “Un gioco per bambini, una decorazione psichedelica per adolescenti o un caldo sogno del vostro dio onnipotente interiore? Il tutto firmato dal nostro primissimo amore: Flaccidia da Macerata (di cui vedrete spuntare anche tante altre cosette da ogni angolo del negozio).

Calamità Naturali – Flaccidia

B per BIPOLO CIRCUITALE – L’ultima istrionica invenzione della perenne scoperta Paola Tassetti prende nuova vita su T-shirt in poliestere e sketchbook in tiratura limitata!

Bipolo Circuitale – Paola Tassetti. TShirt su poliestere e sketchbook in tiratura limitata

C per CARTOSITA’ – Da cartoline handmade a poster fine-art, passando per album fatti mano. Cose di carta che hanno la particolarità di essere più belle di quelle che trovi altrove :). Qualche esempio? Una mandata di 100 taccuini illustrati da EmilyMonteverde, Marcello Mascella, Serena Tesei, Letizia Cirilli, Benedetta Vialli, Rosaria Farina e Giuditta Chiaraluce, le agende 2019 marcate Nava Design e In Tempo, i nuovo album multiuso dell’ instancabile Giulia Violanti e tutto l’armamentario cartoso costruito dalla suprema Stefania Giuliani

D per DUEMILADICIANNOVE-TERRA CHIAMA VANVERE. Per festeggiare il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, il collettivo allargato delle Vanvere (la crew è arrivata a 6 illustratrici!) ha deciso di dedicare il calendario 2019 al tema dello spazio. Un viaggio ai confini della realtà tra pianeti e pianeti nani che vi porterà di mese in mese attraverso habitat extraterrestri tra scienza e immaginazione, all’insegna di cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare.

E per EX LIBRIS – Gli ultimi esemplari rimasti dei timbri incisi a mano dalla illustratrice artigiana Francesca Di Emanuele, pensati per chi ama prestare libri senza rinunciare al diritto di reclamarli indietro! Incuriositi? In questa intervista Francesca ci racconta loro storia!

F per FIDATI delle terribili sorelle Nisi. Valeria si è rimessa a giocare con vecchie foto polaroid, e manipolando le loro emulsioni ha creato postcard natalizie istantanee ed eterne; Elena ha riempito il nostro negozio di buffi stickers e si è inventata una serie di personaggi profumati e meno docili del previsto per addobbare il vostro albero scavalcando gli stereotipi: #gingerbad e #3orsi

   

G per GIULIA NERI – Abbiamo rifatto il pieno dei disegni di Giulia, che li commenta uno a uno nel nostro blog: 17 suggestioni per 17 illustrazioni!

Giulia Neri – Poster fine-art

H per HO TROVATO UN ORECCHIO. Cristiana Zampolini illustra Velluto Blu e la poetica di Lynch attraverso… un orecchio! Stampa su carta velvet bella da vedere e sexi da toccare, in due varianti cromatiche :) Preferisci Tarantino? David Foster Wallace non sarebbe affatto d’accordo ma c’è un orecchio mozzato anche ne “Le Iene”. Per scoprirne di più leggi qua!

“Ho trovato un’orecchio/Il fatto è che mi piace torturare uno sbirro”. Progetto grafico Cristiana Zampolini

I per INSTAX SQUARE – L’istante al quadrato, nella splendida modalità rose-gold :) E se cerchi una tascabilità ancora più estrema va con la Mini 9 nelle colorazioni più disparate e nelle lollosa versione Minion >P

L per LA VERDICCHIO – Lo stile fanciullesco della nostra amica Roberta racconta le storie di Paco e Camilla in ogni supporto immaginabile: tazza, taccuino, shopper, poschette, cover!

La Verdicchio: taccuini, shopper, pochette …

 

M per MARIA MARTINI – Siamo rimasti folgorati dallo stile di questa illustratrice ciociaria che abbiamo conosciuto a Torino. Leggendo l’intervista e scoprendo vi folgorerete anche voi!

Le illustrazioni di Maria Martini

N per NIMBIN – Le lampade fatte a mano da Sara sono pronte a illuminare la nostra vetrina e il vostro Natale! In 2 maniere: da una lampada d’ appoggio si trasformano in un’ applique!

Lampade Nimbin

O per OLHA STAVNYKOVYCH e le sue shopper resistenti e canapose!

 

P per PANTOFOLOOZ – La regale Succintareresa (Designer di calzature ) rielabora delle illustrazioni del nostro NooZ (artista visionario) in un nuovo contesto lontano dal supporto cartaceo originale con nuovi ed insoliti abbinamenti cromatici miscelando più opere con il suo personalissimo gusto e trasformandole in divertenti pantofole, mai viste prima. Per la terza edizione, nuovi simpatici personaggi sono pronti a essere calzati. Soluzione comoda e bella per fugare i problemi.

Q per Quel geniaccio di LORENZO BARTOLUCCI aka Testa di Legno. L’autore del best seller “Rilfessioni semiserie sullo scotch d’imballo” si è presentato da Tandem con astucci di legno d’acero e faesite per contenere con stile la qualunque!

 

R per RIMEDI SERIGRAFICI. Indossando la Terapia del Cactus serigrafata da Lost Ship le paranoie non scompariranno di certo ma potrebbero essere affrontare con un piglio completamente diverso, quasi felice!

S per SAM & SARU. Un’illustratrice spagnola e un’illustratore gallese e il loro amore, espresso in poster firmati e numerati con sudore :)

Sam & Saru

T per TEMPO al TEMPO – non è solo il nostro primo calendario, ma è un monito da seguire e un modo di stare al mondo e approcciarsi al tempo che passa, nonché un gioco da scrivania pieno di citazioni basse e alte, antiche e nuove, capaci di innescare suggestioni oblique. Il tutto realizzato in felice collaborazione con la graphic designer Francesca Luzi, più ispirata che mai!

“Tempo al Tempo” svolto. Mini-Calendario da scrivani a cura di Azar. Progetto grafico: Francesca Luzi

U per UN MAIALE da indossare. La pensata più riuscita di Jacopo Camerucci aka K28 Sick Creativity :)

Progetto grafico e stampa: Jacopo Camerucci

V per VIRGINIA MORI – Con emozione altissima ospitiamo le stampe fine-art dell’illustratrice pesarese col suo stile inconfondibile, cupo e dolce insieme. Bianco e Nero

Z per ZA ZA – Se c’è una cosa in cui le 3 Les Friches primeggiano è la capacità di creare oggetti clamorosamente immediati. Con Za Za hai una cornicetta handmade a impatto zero sull’ambiente e impatto 1000 sull’attenzione chi ci finisce per posare lo sguardo. E la foto te la stampiamo noi :)

Vi aspettiamo da Tandem, Corso della Repubblica 23, Macerata. aperti no stop fino alle 19.30 della 24 dicembre, per queste e molte altre idee last minute per un presente differente :)

Info: 3484721839; azarcomunicazione@gmail.com

Azar Comunicazione presenta: Paola Tassetti in “BIPÓLO CIRCUITALE – L’ordine vegetale si mischia al caos umano”

BIPÓLO CIRCUITALE (2018, 50×50, tecnica mista su tela) è una delle ultime sorprendenti creazioni di Paola Tassetti.

 

 “L’ordine vegetale si mischia al caos umano”
Trovando nel loro legame impercettibile, un reale legame oscillante con il tempo e le esperienze, che non lasciano alcun nucleo di certezza se non il ciclo naturale delle cose.

Scoperto il Bipolo, abbiamo pensato sarebbe stato bello farlo viaggiare e … indossare. Nasce così la terza collaborazione con la poliedrica artista, dopo l’installazione al Ratatà 2017 e  quella alla Notte dell’Opera 2018.
Il Bipolo è protagonista di una serie di tshirt in tiratura limitata con stampa sublimatica su poliestere e di sketchbook per disegnare e inventare in vendita nel nostro shop maceratese Tandem .

Bipolo – Sketchbook

Per info: azarcomunicazione@gmail.com

Azar Comunicazione presenta: Cristiana Zampolini & David Foster Wallace in: “Ho trovato un’orecchio / Il fatto è che mi diverte torturare uno sbirro”

Azar Comunicazione presenta: Cristiana Zampolini & David Foster Wallace in:
“Ho trovato un’orecchio / Il fatto è che mi diverte torturare uno sbirro”

Le parole di David Foster Wallace nel memorabile saggio “Tennis, Tv, Trigonometria, Tornado e altre cose divertenti che non farò mai più e le illustrazioni  vettoriali della graphic designer Cristiana Zampolini raccontano gli universi di due dei registi più innovativi di sempre attraverso… l’ORECCHIO, in due scene dei film icona “Reservoir Dogs” (“Le iene”, Quentin Tarantino, 1992) e “Blu Velvet” (“Velluto blu”, 1986).

Stampa 30×40 in tiratura limitata su carta fotografica Velvet in 2 varianti cromatiche, disponibili nel nostro shop maceratese “Tandem”.

Per info: azarcomunicazione@gmail.com

Azar Comunicazione presenta: “TEMPO al TEMPO”, Calendario 2019

Azar Comunicazione presenta: TEMPO AL TEMPO – Calendario 2019

“Tempo al tempo” è il nostro primo calendario. 
Lo realizziamo alla vigilia di un anno per noi molto importante: nel 2019, verso le idi di marzo, festeggeremo un’insospettabile lustro di vita e ci è venuta l’idea di scandire questo annata speciale con un mini-calendario che rifletta sul tempo che passa e che dia “tempo al tempo”.

Tempo al tempo? Un monito, qualcosa tipo non rincorrere ossessivamente il subito senza crogiolarsi su “un giorno lo farò”.
Uno sprone quindi a fare ma senza la smania di arrivare prima. Che ognuno decida le proprio scadenze, senza accettare quelle imposte della buone maniere e dalle feste comandate.

Ogni mese ha una citazione che per vie dirette o oblique ha a che fare col tempo, la sua dilatazione, il suo scorrere, il suo contrarsi.

Abbiamo scelto le frasi attingendo a libri che ci piacciono, a canzoni della nostra adolescenza che non vuole smettere di bussare, a citazioni filosofiche (a volte è bello darsi un tono!) e a frasi pronunciate da amici (o da noi stessi!) che sono rimaste scolpite dentro il nostro immaginario.
Non abbiamo scritto l’autore delle citazioni, ci piaceva l’idea che ognuno provasse a ricordarle o semplicemente a indovinare chi potesse averle pensate. Insomma, giuriamo che per concepire il calendario non abbiamo scritto “citazioni sul tempo” su Google” :)

 

Il progetto grafico e l’impaginazione è a cura di Francesca Luzi, graphic designer di Grottammare formatasi a Venezia. Anche lei ha ricevuto le citazioni senza saperne né la fonte né cosa significassero per noi. Il tentativo è far sì che le grafiche, la parole e i mesi che vanno a rappresentare, siano legati nelle suggestioni ma non nel loro significato stretto, per provare ad innescare in tutti noi interpretazioni aperte, laterali e non didascaliche.

Il calendario è in formato 10×15, stampato su carta opaca 250g, pensato per essere consultato ogni giorno nella propria scrivania.

Tempo al Tempo è acquistabile al prezzo di 10 € nel nostro negozio Tandem (Macerata, Corso della Repubblica 23). Per spedizioni scriveteci a azarcomunicazione@gmail.com

NOTTE dell’OPERA 2018 – SIMPOSIO VEGETALIS di Paola Tassetti @ Tandem

 

Il 2 agosto per la Notte dell’Opera 2018, Paola Tassetti torna nel nostro shop maceratese Tandem di Corso della Repubblica, presentando:

SIMPOSIO VEGETALIS – Banchetto conviviale anatomico/botanico

Una “riunione conviviale”, banchetto tra botanica ed anatomia come celebrazione della coesistenza di due mondi, quello antropico da una parte e quello organico dall’altra, mettendo così in evidenza lo scambio tra corpo e natura tradotti in elementi anatomici, artificiali, ed elementi botanici, naturali.

Un archivio di reliquie vegetali intimo e privato, che nasce dalla ricerca personale di Paola Tassetti.

Artista che lavora alla classificazione di oggetti inusuali e alla raccolta di elementi organici botanici che si configurano come una vera e propria catalogazione di natura estetica.

La cultura materiale viene raccontata per mezzo di canoni estetici che cercano di mettere assieme memorie ed esperienze dell’artista vertendo alla sensibilizzazione verso il paesaggio.

Paola Tassetti  è un’artista nativa Italiana (b.1984). Studia arte, si laurea in architettura e successivamente si specializza nella ricerca del paesaggio. Durante la permanenza a Kyoto e a Londra sperimenta l’attrazione al simbolismo, per mezzo di studi su tela ed installazioni scultoree. La sua ricerca sperimenta diverse discipline: biologia, botanica, anatomia, archeologia ed architettura. Paola lavora nell’ambito della ricerca del paesaggio, con installazioni temporanee, pitture surreali, collage digitali, arte digitale, pittura materica, serigrafia ed essiccazione di Erbe. La pittura surrealista, la video animazione, i collage, i bozzetti tipografici, le installazioni scultoree e la performance corporea, sono elementi che fanno coesistere l’organicità nelle sue opere, articolandone l’universo espressivo in funzione alla complessità dei contenuti emozionali e simbolici tematizzati. Le sue opere sono interessate a dialogare con la dimensione espressiva degli spazi e in particolare dei contesti territoriali che ha visitato, soprattutto ambiti “locali”, fatti di radici e ramificazioni dei suoi luoghi. Nel 2016 espone al Katzen Arts Center di Washington la serie di collage “Intensio Animi” e successivamente alla Triennale di Milano il progetto “Baloon”. Nel 2017 espone le sue tele “Condotti Anatomici” alla Fenice di Trieste ed al Mauto di Torino. Nel 2018 espone allo IAAD di Bologna e all’Excelsior di Milano l’installazione alchemica “Conserve Globulari” ed “Anatomia Vegetale.

PARTECIPA

“Mondi diversi e il compito di evocarli” – Intervista all’illustratrice C. Benedetta Vialli

Benedetta Vialli - Illustratrice

Già sapete che non ci passa l’amore per le cose di carta e per taccuini illustrati da riempire di disegni e pensieri …. Questa estate il nostro spazio maceratese “Tandem” in Corso della Repubblica ospita una nuova serie sketchbook realizzati da una illustratrice in cui siamo felicemente inciampiati la scorsa primavera: Benedetta C. Vialli. Il suo lavoro ci ha colpito per l’originalità e ironia dei disegni, immediati e sottili, insieme.

Vogliamo saperne di più sul suo conto e i suoi lavori!

Ciao Benedetta! Iniziamo chiedendoti come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione. Quando hai deciso di intraprendere questa strada?

Dopo troppi anni di pittura all’Accademia di Belle Arti, ho capito che la pittura non era cosa per me! Mi è sempre piaciuto usare l’ironia nel disegno, non dico che con la pittura non si possa fare…ma io non ci riuscivo! Amo l’arte ma mi ci sono sempre approcciata in maniera troppo seriosa, l’illustrazione e il fumetto mi hanno dato la possibilità di esprimermi meglio..anche nelle cose più serie!

Come trovi a Venezia dal punto di vista del fermento culturale per un’illustratrice freelance? E come ti è sembrata Macerata il giorno in cui ti sei imbattuta nel nostro negozio e hai deciso di entrare :)

Sono tanti anni che sto a Venezia e vi assicuro che oltre ad essere bella ci si può anche vivere. Mi rilassa la mancanza di traffico e la sua dimensione pedonale, poi certo quando ti imbottigli nelle calli con i turisti non è più molto rilassante, ma possiedo un anima tutto sommato zen, sopravvivo! In più è molto viva da un punto di vista culturale e lo è in campi diversi, questo la rende molto stimolante.
A Macerata mi ci ha portata in mio compagno che è originario delle Marche. Quel giorno mi ha colpita la vostra vetrina con tutte quelle illustrazioni e macchine fotografiche! Mi è sembrato il posto perfetto per una città zeppa di giovani talenti che invadono l’Accademia di Belle Arti e le classi di Ars in Fabula, allora ho deciso di entrare per dare una sbirciata…poi da cosa nasce cosa :)

Come nasce un tuo disegno? Una volta che ti viene un’idea quali sono gli step successivi che portano alla realizzazione del progetto?

Già quando mi è venuta l’idea sto disegnando. Faccio molti brainstorming di parole chiave e bozzetti. Quando ho individuato l’idea da realizzare mi metto al computer e mi faccio delle foto! Si, sembra assurdo ma grazie a dio vivo in un epoca in cui posso farmi un sacco di foto e usarmi come modella! Non saprei come altro fare… Sappiate che per ogni disegno c’è sempre una foto da qualche parte di me che faccio quella cosa lì. Inoltre consulto anche moltissimi libri d’arte, fotografia, anatomia e poi quando mi serve una “tuta da quarantena” o un “gatto che cammina”, per fortuna c’è google immagini!

 

Cosa definiresti in 3 aggettivi il tuo modo di lavorare?

Sincero, rapido, appassionato.

Nonostante si percepisca un timbro omogeneo nelle tue opere, abbiamo riscontrato delle differenze di stile e di genere, che possono spiazzare. È una nostra impressione o una tua precisa scelta?

Non so se è un bene o un male…ma non ho mai avuto uno stile preciso. Non mi sono mai imposta cose come: “da oggi il naso lo faccio così e le fronde degli alberi colà” o forse quando c’ho provato non sono riuscita a mantenere la regola! Disegnando molto, da sempre, il mio segno è in continua evoluzione e lo lascio molto fare, mi piace che mi sorprenda. In più mi pongo in maniera diversa ad ogni progetto. Sono convinta che occorra modificare la tecnica, l’atmosfera e la temperatura in base all’obbiettivo che ci si pone, quindi non tratterò mai alla stessa maniera un articolo sulle lotte femministe negli anni 60 e un racconto fantastico. Sono mondi diversi e io ho il compito di evocarli.

Guardando il tuo portfolio ci ha colpito il progetto Feminist Issue-Bossy. Il filo rosso che accomuna le opere presenti nella raccolta è l’immagine della donna e il gender conflict.  Qual è il messaggio che vuoi comunicare a chi guarda questi tuoi lavori?

Quella è una raccolta di lavori che ho fatto per varie testate online che trattano di questioni di genere e di femminismo. Sono molto legata a questi temi e faccio in modo che i miei disegni ne parlino sempre un po’. Sono convinta che chi fa comunicazione (in qualsiasi campo creativo) abbia una responsabilità enorme e al contempo una grande occasione per fare cultura. Ogni volta che mi metto a disegnare, al di là della commissione, penso sempre come caratterizzare le persone che rappresento, senza banalizzarle o peggio ancora stereotiparle! Il lavoro “This is what a feminist looks like” che ho fatto per Bossy ne è l’esempio lampante. Chi è femminista? Non solo donne, non solo bianche, non solo magre, non solo normodotate etc… Sono questioni fondamentali alle quali bisogna pensare quando ci si rivolge a un pubblico.

Quali sono secondo te i pregi e i difetti dell’affidarsi al digitale e quindi usare una tavoletta grafica piuttosto che disegnare a mano?

Il disegno in digitale mi ha rapita subito, lo trovo comodissimo! Posso cancellare all’infinito, spostare gli elementi nel campo, ingrandirli, rimpicciolirli, cambiare colore… troppo comodo! Non sono mai stata una grande pittrice quindi non sento la mancanza di certi effetti pittorici, che comunque si possono riprodurre o campionare come faccio io. Infatti continuo anche a disegnare sulla carta con le matite, l’inchiostro, le tempere e gli acquerelli. Il difetto più grande del digitale, quindi direi che è proprio questo: la mancanza del rapporto con la materia. Sono contenta di essermi approcciata al digitale solo dopo tanti anni di insozzamento di mani!

Come ti sei trovata nelle tue avventure editoriali, come quella realizzata con Vice ?

La commessa arriva il lunedì e la consegna è prevista per il giovedì, bisogna lavorare tanto e in fretta, è fondamentale comunicare con chiarezza perché si ha poco tempo. Lavorare con i giornali è “frenetico” ma io sono abituata a lavorare velocemente!

Veniamo alle illustrazioni che abbiamo scelto. per realizzare una serie di sketchbook. Raccontaci la storia dietro ognuna di esse :)

Wow ok! Allora..sono tutti progetti personali tranne “Mamma’s frangetta” che è stata pubblicata sul numero 38 di LAHAR magazine. Il tema del mese era “la mamma” e io me la sono sentita di farmi portavoce di tutte quelle povere persone che come me quando erano infanti hanno subito il taglio dei capelli casalingo…io me le ricordo quelle schiere di caschetti sbilenchi con le frange dalle più varie angolazioni e altezze… ecco l’ho fatto per voi!

Le altre illustrazioni sono tutte nate dalle situazioni ed esigenze più diverse.. per esempio “Game GRRRL” è nata per togliermi un sassolino che stava nella scarpa da un bel po’…con il pretesto di celebrare i vent’anni del Game Boy Color ho colto l’occasione di far sapere ai più che non ci giocavano solo i Boys ma anche parecchie GRRRLS che come me ci hanno perso gli occhi con quello schermo maledetto privo di retro illuminazione!

“Game Grrrl” – Benedetta Vialli @ Tandem

Poi c’è “Istruzioni per l’uso” che spiega in poche mosse come usare un libro correttamente. “Succulente” vede una schiera di piante grasse (appunto dette “succulente”) più un intruso…non volevo dire granché..ma ci tenevo a contribuire anche io a questa febbre dei cactus che pare aver afflitto un’intera generazione di illustratori! Poi c’è “Al settimo cielo” che è di base un disegno in libertà ispirato alla copertina di Vespertine di Bjork.

“Settimo Cielo” & “Istruzioni per l’uso” – Benedetta Vialli @ Tandem

Vuoi comprare  taccuini e poster con le illustrazioni di Benedetta C. Vialli?

Vienici a trovare nel nostro shop “Tandem” (Corso della Repubblica 23, Macerata)

o chiedi info e ordinali via mail: azarcomunicazione@gmail.com

Ratatà Festival & Azar Comunicazione presentano: fontanesi @ Tandem

Ratatà è nato nella primavera del 2014, proprio come noi. Dalla seconda edizione, quando il Festival si è esteso in tutto il centro storico e ha iniziato a occupare negozi e attività, vi partecipiamo con gioa ospitando nel nostro spazio TANDEM mostre di fotografia e illustrazione.

Nel 2015 toccò a “Casa in un posto lontano da casa”, Polaroid di Claudia Toloni illustrate da Daniela Tieni;

nel 2016 fu “Coppie Miste”, albi illustrati dal collettivo Le Trame;

nel 2017 scoprimmo  “Organici Botanici” di Paola Tassetti.

Il 2018 è l’anno di FONTANESI.

www.instagram.com/fontanesi

fontanesi chi?

fontanesi è un enigmatico artista che usa la fotografia per mostrare la realtà come veramente è.

fontanesi è street photography lol-surreale.

fontanesi è le sue opere.

fontanesi è da Tandem, per la prima volta nel mondo reale.

ANTEPRIMA

SINOSSI

(a cura di DE PRESS)

DE PRESS ha incontrati fontanesi per la prima volta, come tutti, sul cellulare.

Sempre tramite i nostri freddi schermini luminosi, quell’incontro è diventato prima attenzione, poi passione, infine amore spudorato. Per poi proporre timidamente un incontro tra le sue creazioni ed il nostro interesse verso le cose inquietanti che si possono fare se si fa esplodere il senso della “fanzine” e dell’autoproduzione.

Alcuni amici appassionati di internet art e altre avanguardie ci avevano già sottoposto la sua opera, ma è solo seguendola passo passo, sottoponendosi al flusso continuo, quasi quotidiano, che fontanesi crea, distribuisce, organizza, rimaneggia (attenti che i post si cancellano), è solo abbandonandosi che è possibile cogliere almeno una briciola del suo vero valore. Portare fontanesi fuori dagli smartphone, fuori da instagram, è una cosa malvagia, disfunzionale. Un po’ come costruire una torre eiffel a Las Vegas o Disneyland a Parigi. Ce ne scusiamo. Un punto importante è che non pensiamo, così facendo, di dargli maggiore permanenza, fissità, immortalità (ricordiamo che la carta si disgrega, ma pure i soli e gli atomi) o ancor peggio un “riconoscimento”. fontanesi non si può riconoscere, e la bellezza o pertinenza tragica e luminosa di tutto ciò che fa sta proprio in questo tuffo ulteriore in questa cosa che non possiamo spiegare e non possiamo dire, come non possiamo spiegare e dire chi o cosa fontanesi sia. Non è il punto e non chiedetecelo, tanto non ve lo diciamo. Il punto è che nei suoi collage digitali non c’è un taglio tra due foto, o tra due pezzi di foto. Quello che sembra un taglio, o uno stacco, semplice risulta di un copia & incolla, in realtà è una fessura. E se vi avvicinate abbastanza scoprirete che c’è dello spazio, tra quei due pixel stretti uno all’altro, e quella spazio è abbastanza largo da contenere tutta una parata di universi, universi di cappelli, di teste, di personaggi, macchine affogate e possibili apparizioni in cielo o sui volti. Quella di fontanesi è comicità multiversa, satira quantistica, il ragionato e sottilissimo calcolo probabilistico che lo porta a chiederci se, da qualche parte, ad un vecchio vagamente triste e qualunque siano cresciuti due piedi giganti.

 

DE PRESS nasce nel novembre 2016 con la pubblicazione di SCUSA di Andrea De Franco. Nel 2017 si uniscono Beatrice Bertaccini, Elettra Esposito, Lorenzo Matteucci e Chiara Polverini. Da allora DE PRESS partecipa a festival in tutta Europa e apre a collaborazioni con altri artisti: finora Michele Galluzzo, Alice Fiorelli, Mattia Angelini e Fontanesi. Le fanzine di DE PRESS vivono nella terra di nessuno che sta tra fumetto e libro d’arte.

RISCATTI URBANI n.5 – Premio giuria singola foto e progetto fotografico stampato

Riscatti Urbani 2018, la quinta edizione del contest di street photography organizzato in “Tandem” da Azar Comunicazione e AStore-Analogic Soul Photography, si è concluso nelle scorse settimane, mettendo in gioco 314 singole foto e 14 progetti fotografici stampati.   Dopo la vittoria del premio pop di “Padre e figlia”, di Francesca Cannarile, sancita dalla selezione social e dalla piattaforma di voto online è tempo di annunciare i premi critica.

Nella categoria “singola foto” la giura di Azar e quella di Astore hanno giudicato sepatamente, tenendo conto rispettivamente della forza comunicativa e narrativa degli scatti (giuria Azar) e degli aspetti più tecnici e prettamente fotografici (giuria Astore). Nella categoria “progetto fotografico stampato” le due giurie hanno espresso il giudizio in “Tandem”.

PREMIO SINGOLA FOTO – GIURIA AZAR COMUNICAZIONE

“Finding ambition”, Londra, Chiara Gioncardi

 

“L’arte di guardare”, Portovenere, Cloud Sumire

Premiamo ad ex-equo L’arte di guardare, scattata a Portovenere da Claudia Plebani e Finding ambition, scattata a Londra da Chiara Gioncardi. Entrambe riescono a cogliere l’instante decisivo  (“impulso spontaneo che viene da un occhio sempre attento”) di cui parla Henri Cartier Bresson nella citazione-guida di questa edizione, ri-scattando con istinto e ricerca due momenti significativi e preziosi.

La foto di Chiara gioca con simmetrie e semantica e “ferma” i 3 protagonisti nel tempo dell’attesa, in posizioni pressoché identiche: capo chino sullo smartphone e sigaretta in mano. Nelle meccanica della foto, ognuno di loro “dialoga” con il personaggio del cartellone pubblicitario “capitatogli”, rendendo questa scena urbana dal canovaccio frequente e perfino un po’ stereotipato, unica nel suo genere e dotata di possibili connotazioni sociologiche.

La foto di Claudia, nel suo riuscito bianconero, è sguaiata e felice e ci porta a empatizzare con i 3 bambini e con la loro spontanea voglia di scoprire. Non conosceremo mai il loro volto ma le buffe e irresistibili movenze con cui sono stati immortalati bastano a conquistarci.

I 2 riscatti e i loro 6 protagonisti, messi involontariamente insieme dalla nostra scelta, finiscono per raccontarci e ricordarci due possibili modi di guardare, uno fisso e forse un po’ alienato, l’altro scomposto e meravigliosamente curioso.

PREMIO SINGOLA FOTO – GIURIA ASTORE 

Senza Titolo, Marsiglia, Emanuele Dini

3 personaggi sulla stessa linea che non si guardano, in un bianconero dal contrasto accentuato, suscitano domande in chi osserva  l’immagine e un forte senso di inquietudine, punti di forza di una foto di grande impatto e impreziosita dalla geometrie delle scale. Lo scatto di Emanuele Dini, esempio riuscito di una street photography che inseguendo l’attimo non rinuncia alla ricerca e alla cura della composizione, riesce a colpire al primo sguardo e ad assumere secondi significati ogni volta che la si riguarda.

PREMIO PROGETTO FOTOGRAFICO STAMPATO – GIURIA “TANDEM” (Azar + AStore)

Vincono “Ancona, presente remoto” di Francesco Marini e “Le Barracks della città bianca” (Belgrado) di Davide Spaccassassi.

 

Assegniamo ad ex-equo il premio a due progetti molto diversi tra loro che sono riusciti a colpirci da differenti punti di vista e a “seguire” la seconda citazione-guida di questa edizione, quella di John Berger su Paul Strand:

Strand evita il pittoresco, il panoramico e cerca di trovare la città in una strada, il modo di vivere di una nazione in un angolo di cucina … nella maggior parte dei casi sceglie soggetti comuni che nella loro normalità sono straordinariamente rappresentativi.

 

In entrambi i casi lodiamo la ricerca e il carattere progettuale delle foto, la consapevolezza tecnica e il senso dell’inquadratura.

Abbiamo apprezzato inoltre la cura nella presentazione del progetto e le parole usate nel testo introduttivo, non semplice accessorio ma preziosa guida introduttiva alla visione degli scatti.

Del  progetto di Francesco  sottolineamo in particolare la capacità di raccontare una città da un punto di vista insolito, cogliendone sfumature inaspettate e innescando percorsi obliqui.

Del progetto di Davide premiamo la potenza degli scatti, lo spirito antropologico che ci pare li abbia guidati e la forte carica narrativa del suo reportage.

E ora, che ne sarà di Riscatti Urbani?

Come sapete ci piace che le foto raccolte in rete trovino la loro vita fisica e ritornino in circolo…  In tal senso stiamo organizzando una doppia mostra in collaborazione con Viaggi Fotografici Minimi – Piccolo Festival di Fotografia di Macerata che prevederà l’esposizione delle foto e dei progetti in gioco in questa edizione e una nostra selezione delle foto più significative di questi primi 5 anni di Riscatti Urbani! Comunicheremo su questo info su tempi e modi. Vi aspettiamo!

Riscatti Urbani n.5 – i 14 progetti fotografici stampati

A fianco della sfida social Riscatti Urbani n.5 ha vissuto un’altra vita “nascosta” e preziosa: 14 progetti fotografici che raccontano le città di Amsterdam, Ancona, Calitri, Cracovia, Falconara, Macerata (4), Parigi, Ravenna, Stoccolma e Veroli. Stampati e rilegati ognuno alla propria maniera, sono un piacere da guardare, sfogliare e toccare. Di seguto riportiamo una gallery fotografica che prova a restituire uno spaccato del materiale in gioco, in attesa di annunciare il progetto vincitore.

Ad ornamento della città, Macerata, Martina Romano
Ancona Presente Remoto, Ancona, Francesco Marini
Calitri, Calitri (Avellino), Marco Salvatore
Cartoline da Ravenna, Ravenna, Pamela Stortoni
Città macerata, Macerata, Alessandra Stagno
Cracovia, Cracovia, Martina Aliprandi
Dans le rues, Veroli, Camilla Danovano
Falcatraz, Falconara, Martina Morico
Gàr i Stockholm, Stoccolma, Gianluca Marini
Irriquietezza urbana, Macerata, Giovanni Domenella,
Le Barracks della città bianca, Belgrado, Davide Spaccasassi
Parigi in regalo, Parigi, Francesca Cannarile
Prima che bruci Amsterdam, Amsterdam, Mary Tesei
Taceramà, Macerata, Leonardo Corradini

RISCATTI URBANI n.5 – Presentazione e regolamento del contest di street photography a cura di “Tandem”

Foto Copertina: Parigi 2017, Valentina “Baruda” Perniciaro

 

C’è tutto un mondo di #RiscattiUrbani.

Edizione n.5 del contest di street photography pensato in “Tandem” da Azar Comunicazione e da Astore Analogic Soul Photography, per la prima volta in versione invernale e a cavallo di un anno che finisce e un altro che inizia. Pronti?

Dal più sperduto paesino alla più caotica metropoli il globo è pieno di attimi, scorci, visi, corpi *unici in quell’istante*. Da un lustro proviamo a ri-scattarli, giocando collettivamente con i cortocircuiti e i paradossi della fotografia ai tempi dei social.

Lo spunto teorico di questa edizione è fornito da due capitoli di “Capire una fotografia” (Contrasto, 2014) di John Berger, critico e scrittore scomparso a inizio 2017. Berger identifica in Henri Cartier Bresson e Strand due modi opposti di intendere la fotografia, in particolare quella “urbana”.


L’istante in cui si scatta una foto, insisto io, “l’attimo decisivo” come tu l’hai chiamato, non può essere calcolato, previsto o pensato. D’accordo. Ma può facilmente andar perso, non è vero? Certo, per sempre. Sorride. Dialogo tra John Berger e Henri Cartier Bresson

Nei suoi viaggi Strand evita il pittoresco, il panoramico e cerca di trovare la città in una strada, il modo di vivere di una nazione in un angolo di cucina … nella maggior parte dei casi sceglie soggetti comuni che nella loro normalità sono straordinariamente rappresentativi. Strand ha un occhio infallibile per l’essenziale, le su foto entrano a tal punto nel particolare da rivelarci l’intero corso di una cultura, o di una storia che come sangue fluisce attraverso quel dettaglio. Il suo metodo fotografico è inusuale si potrebbe dire che è l’antitesi di quello di Bresson: per Bresson l’evento fotografico è un istante, una frazione di secondo, da inseguire come fosse un animale selvatico; per Strand invece l’evento fotografico è biografico o storico e la sua durata è idealmente misurata non in secondi, bensì in relazione ad un intera vita.. John Berger su Paul Strand

 

Le due citazioni sono gli spunti che offriamo a chi vuole giocare a Riscatti Urbani nelle due maniere possibili, con una singola foto o con un progetto fotografico stampato.

Come si gioca a “Riscatti Urbani n.5”?

Modalità A) Da 1 a 3 foto “social”. Ognuna gioca per sè. Sfidando tutte le altre. 

Hai fino a 3 scatti a disposizione che parteciperanno singolarmente. Non ci sono iscrizioni, entri in gara direttamente postando le tue foto su Facebook o su Twitter. È consentito distribuire le foto nei due social, si può decidere ad esempio di postarne 2 su Facebook e 1 su Twitter o viceversa, l’importante è che la stessa foto NON compaia su entrambi i social.

➔ Su Twitter devi pubblicare un tweet che contenga:

° l’hashtag #riScattiUrbani

° il link al regolamento https://azarcomunicazione.com/riscatti-urbani-5a-edizione-contest-street-photography/

° Il luogo dello scatto

° la foto!

NB: La foto va caricata direttamente su Twitter senza ricorrere a servizi esterni (Instagram, Pinterest, Flickr…)

➔ Su Facebook: se non lo hai ancora fatto clicca “mi piace” sulla pagina di AStore – Analogic Soul Photography: è li che dovrai pubblicare le tue foto. In questo caso l’unico elemento obbligatorio del post è la dicitura “#riScattiUrbani” e il luogo dello scatto.

NB: saranno conteggiati solo i “RT” e i “Mi Piace” ricevuti dal vostro primo tweet o dal vostro primo post fb con cui presentate la foto. Qualora vogliate rilanciare nel corso dei giorni i vostri scatti in gara al fine di favorirne la diffusione, vi consigliamo di ri-linkare sempre il post su fb o il tweet originario, indicando come facciano fede esclusivamente i RT e i “mi piace” ottenuti da quest’ultimi. Su Twitter saranno conteggiati sia i RT diretti che i RT tramite tasto “cita il tweet”.

NB: è consigliato ma non obbligatorio dare un titolo alle foto postate.

Le 10 foto più retwittate tra quelle postate su Twitter e le 10 foto che riceveranno più “Mi piace” tra quelle postate su Facebook entro le accederanno alla fase finale, che si svolgerà su questo blog tramite piattaforma di voto online.

NB: può accedere alla fase finale una sola foto per autore.

Modalità B) Racconta la “tua città” con un progetto fotografico di 7-12 scatti 

Realizza un progetto fotografico composto da un minimo di 7 a un massimo di 12 foto e presenta il tutto già stampato. Le foto del tuo progetto dovranno essere scattate nelle stessa città e provare a raccontarla. Scegli tu il formato delle stampe [non oltre il 30×40], il tipo di carta e la modalità di presentazione [foto sfuse, foto raccolte in un album o qualsiasi altra cosa…]. Spedisci le foto al nostro punto vendita “Tandem”, Corso della Repubblica 23, 62100, Macerata. Sei sei in zona puoi portarle direttamente di persona o stamparle da noi. Se lo desideri al termine del concorso le foto ti saranno restituite.

✓ Quanto tempo ho?

Modalità A: puoi postare le tue foto dalle 12.00 del 31 dicembre 2017 alle 23.00 del 31 gennaio 2018. Il  conteggio di “Mi piace” e “retweet” terminerà alle 12.00 del 1 febbraio 2018.

Modalità B: puoi presentare i tuoi progetti stampati entro il 15 febbraio 2018.

✓ Posso partecipare con entrambe le modalità di gioco?

Si. E puoi presentare nel contest social anche foto facenti parti del progetto fotografico stampato.

✓ E se volessi presentare singole foto e non un progetto fotografico ma non avessi voglia di pubblicarle sui social?

Puoi inviare i tuoi scatti [da 1 a 3] per email ad azarcomunicazione@gmail.com. Non parteciperai alla sfida social ma entri comunque in gioco per il premio giuria (leggi sotto).

✓ I miei scatti devono seguire un tema specifico?

Come ripetiamo ogni anno Riscatti Urbani non propone una definizione precisa di street photography, espressione ampia e controversa. Quello che ti chiediamo è di proporre una tua interpretazione della fotografia di strada cercando di cogliere con creatività l’indole di questo gioco. L’unica linea guida che forniamo è una citazione che può essere lo spunto per i tuoi riscatti. Questa volta abbiamo scelto le parole di John Berger che trovi all’inizio di questo articolo, rispettivamente su Cartier Bresson (pensata per la modalità singola foto) e su Strand (pensata per la modalità progetto fotografico). Ricorda che in questa edizione, a differenza che nella scorsa, le foto del progetto fotografico (modalità b) dovranno essere scattate nella stessa città, mentre le foto in gioco con la modalità A possono essere scattate in città diverse.

 Cosa si vince?

PREMIO POP (Foto più votata sul blog dopo la selezione “social”)

 Polaroid 600 Supecolor SE 635 (1985) + Pellicola Polaroid Originals (2018) b/n o colore

Un vinile proposto e offerto da DischiVolanti (Milano) a scelta tra:

“CANTILENA”, First House (Jazz Quartet)
Foto Copertina: Mick Hutton

 

“THE EPIDEMICS”, Lakshminarayana Shankar

 Foto Copertina: Mikko Hietaharju

“Straight Outta Compton”, NWA 

Foto copertina: Eric Poppleton

PREMIO CRITICA SINGOLO SCATTO

3 libri fotografici della casa editrice Quodlibet (Macerata) a scelta tra questi 6:

“Cento case popolari”, Fabio Mantovani

“Con la coda dell’occhio. Scritti sulla fotografia”, Marina Ballo Charmet

“Lezioni di fotografia”, Luigi Ghirri

“Scena mobile”, Paolo Rosselli

“Visioni in dissolvenza. Immagini e narrazioni delle nuove città”, Nunzia Palmieri 

PREMIO CRITICA PROGETTO FOTOGRAFICO STAMPATO

Partecipazione gratuita a uno dei workshop organizzati a Montefano (MC) tra il 21 e il 23 marzo 2018 nell’ambito della terza edizione del Premio Ghergo (Direttore Artistico: Denis Curti) e la possibilità di ricevere la lettura del proprio portfolio da parte della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Se il vincitore non potrà recarsi fisicamente a Montefano riceverà come premio alternativo un fotolibro 20×30 dei propri scatti più rappresentativi.

✓ Che fine fanno i Riscatti Urbani in gioco?

LA MAPPA – Tutte le foto partecipanti alla contest social verranno “mappate” su Pinterest. Per questo ti chiediamo di indicare sempre il luogo degli scatti in gioco.

➡ LA MOSTRA –  Fin dalla prima edizione abbiamo sempre esposto le foto partecipanti in spazi pubblici per rimetterle in circolo sotto altre forme e altri luoghi e riscoprire il piacere della foto “fisica”. Quest’anno per celebrare il quinto compleanno del contest realizzeremo un’esposizione speciale con le foto più rappresentative di questo lustro di Riscatti Urbani (2013 – 2018) nell’ambito di Viaggi Fotografici Minimi, piccolo Festival della fotografia di Macerata.

 

GIOCHI?