“Mondi diversi e il compito di evocarli” – Intervista all’illustratrice C. Benedetta Vialli

Benedetta Vialli - Illustratrice

Già sapete che non ci passa l’amore per le cose di carta e per taccuini illustrati da riempire di disegni e pensieri …. Questa estate il nostro spazio maceratese “Tandem” in Corso della Repubblica ospita una nuova serie sketchbook realizzati da una illustratrice in cui siamo felicemente inciampiati la scorsa primavera: Benedetta C. Vialli. Il suo lavoro ci ha colpito per l’originalità e ironia dei disegni, immediati e sottili, insieme.

Vogliamo saperne di più sul suo conto e i suoi lavori!

Ciao Benedetta! Iniziamo chiedendoti come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione. Quando hai deciso di intraprendere questa strada?

Dopo troppi anni di pittura all’Accademia di Belle Arti, ho capito che la pittura non era cosa per me! Mi è sempre piaciuto usare l’ironia nel disegno, non dico che con la pittura non si possa fare…ma io non ci riuscivo! Amo l’arte ma mi ci sono sempre approcciata in maniera troppo seriosa, l’illustrazione e il fumetto mi hanno dato la possibilità di esprimermi meglio..anche nelle cose più serie!

Come trovi a Venezia dal punto di vista del fermento culturale per un’illustratrice freelance? E come ti è sembrata Macerata il giorno in cui ti sei imbattuta nel nostro negozio e hai deciso di entrare :)

Sono tanti anni che sto a Venezia e vi assicuro che oltre ad essere bella ci si può anche vivere. Mi rilassa la mancanza di traffico e la sua dimensione pedonale, poi certo quando ti imbottigli nelle calli con i turisti non è più molto rilassante, ma possiedo un anima tutto sommato zen, sopravvivo! In più è molto viva da un punto di vista culturale e lo è in campi diversi, questo la rende molto stimolante.
A Macerata mi ci ha portata in mio compagno che è originario delle Marche. Quel giorno mi ha colpita la vostra vetrina con tutte quelle illustrazioni e macchine fotografiche! Mi è sembrato il posto perfetto per una città zeppa di giovani talenti che invadono l’Accademia di Belle Arti e le classi di Ars in Fabula, allora ho deciso di entrare per dare una sbirciata…poi da cosa nasce cosa :)

Come nasce un tuo disegno? Una volta che ti viene un’idea quali sono gli step successivi che portano alla realizzazione del progetto?

Già quando mi è venuta l’idea sto disegnando. Faccio molti brainstorming di parole chiave e bozzetti. Quando ho individuato l’idea da realizzare mi metto al computer e mi faccio delle foto! Si, sembra assurdo ma grazie a dio vivo in un epoca in cui posso farmi un sacco di foto e usarmi come modella! Non saprei come altro fare… Sappiate che per ogni disegno c’è sempre una foto da qualche parte di me che faccio quella cosa lì. Inoltre consulto anche moltissimi libri d’arte, fotografia, anatomia e poi quando mi serve una “tuta da quarantena” o un “gatto che cammina”, per fortuna c’è google immagini!

 

Cosa definiresti in 3 aggettivi il tuo modo di lavorare?

Sincero, rapido, appassionato.

Nonostante si percepisca un timbro omogeneo nelle tue opere, abbiamo riscontrato delle differenze di stile e di genere, che possono spiazzare. È una nostra impressione o una tua precisa scelta?

Non so se è un bene o un male…ma non ho mai avuto uno stile preciso. Non mi sono mai imposta cose come: “da oggi il naso lo faccio così e le fronde degli alberi colà” o forse quando c’ho provato non sono riuscita a mantenere la regola! Disegnando molto, da sempre, il mio segno è in continua evoluzione e lo lascio molto fare, mi piace che mi sorprenda. In più mi pongo in maniera diversa ad ogni progetto. Sono convinta che occorra modificare la tecnica, l’atmosfera e la temperatura in base all’obbiettivo che ci si pone, quindi non tratterò mai alla stessa maniera un articolo sulle lotte femministe negli anni 60 e un racconto fantastico. Sono mondi diversi e io ho il compito di evocarli.

Guardando il tuo portfolio ci ha colpito il progetto Feminist Issue-Bossy. Il filo rosso che accomuna le opere presenti nella raccolta è l’immagine della donna e il gender conflict.  Qual è il messaggio che vuoi comunicare a chi guarda questi tuoi lavori?

Quella è una raccolta di lavori che ho fatto per varie testate online che trattano di questioni di genere e di femminismo. Sono molto legata a questi temi e faccio in modo che i miei disegni ne parlino sempre un po’. Sono convinta che chi fa comunicazione (in qualsiasi campo creativo) abbia una responsabilità enorme e al contempo una grande occasione per fare cultura. Ogni volta che mi metto a disegnare, al di là della commissione, penso sempre come caratterizzare le persone che rappresento, senza banalizzarle o peggio ancora stereotiparle! Il lavoro “This is what a feminist looks like” che ho fatto per Bossy ne è l’esempio lampante. Chi è femminista? Non solo donne, non solo bianche, non solo magre, non solo normodotate etc… Sono questioni fondamentali alle quali bisogna pensare quando ci si rivolge a un pubblico.

Quali sono secondo te i pregi e i difetti dell’affidarsi al digitale e quindi usare una tavoletta grafica piuttosto che disegnare a mano?

Il disegno in digitale mi ha rapita subito, lo trovo comodissimo! Posso cancellare all’infinito, spostare gli elementi nel campo, ingrandirli, rimpicciolirli, cambiare colore… troppo comodo! Non sono mai stata una grande pittrice quindi non sento la mancanza di certi effetti pittorici, che comunque si possono riprodurre o campionare come faccio io. Infatti continuo anche a disegnare sulla carta con le matite, l’inchiostro, le tempere e gli acquerelli. Il difetto più grande del digitale, quindi direi che è proprio questo: la mancanza del rapporto con la materia. Sono contenta di essermi approcciata al digitale solo dopo tanti anni di insozzamento di mani!

Come ti sei trovata nelle tue avventure editoriali, come quella realizzata con Vice ?

La commessa arriva il lunedì e la consegna è prevista per il giovedì, bisogna lavorare tanto e in fretta, è fondamentale comunicare con chiarezza perché si ha poco tempo. Lavorare con i giornali è “frenetico” ma io sono abituata a lavorare velocemente!

Veniamo alle illustrazioni che abbiamo scelto. per realizzare una serie di sketchbook. Raccontaci la storia dietro ognuna di esse :)

Wow ok! Allora..sono tutti progetti personali tranne “Mamma’s frangetta” che è stata pubblicata sul numero 38 di LAHAR magazine. Il tema del mese era “la mamma” e io me la sono sentita di farmi portavoce di tutte quelle povere persone che come me quando erano infanti hanno subito il taglio dei capelli casalingo…io me le ricordo quelle schiere di caschetti sbilenchi con le frange dalle più varie angolazioni e altezze… ecco l’ho fatto per voi!

Le altre illustrazioni sono tutte nate dalle situazioni ed esigenze più diverse.. per esempio “Game GRRRL” è nata per togliermi un sassolino che stava nella scarpa da un bel po’…con il pretesto di celebrare i vent’anni del Game Boy Color ho colto l’occasione di far sapere ai più che non ci giocavano solo i Boys ma anche parecchie GRRRLS che come me ci hanno perso gli occhi con quello schermo maledetto privo di retro illuminazione!

“Game Grrrl” – Benedetta Vialli @ Tandem

Poi c’è “Istruzioni per l’uso” che spiega in poche mosse come usare un libro correttamente. “Succulente” vede una schiera di piante grasse (appunto dette “succulente”) più un intruso…non volevo dire granché..ma ci tenevo a contribuire anche io a questa febbre dei cactus che pare aver afflitto un’intera generazione di illustratori! Poi c’è “Al settimo cielo” che è di base un disegno in libertà ispirato alla copertina di Vespertine di Bjork.

“Settimo Cielo” & “Istruzioni per l’uso” – Benedetta Vialli @ Tandem

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