“Mondi diversi e il compito di evocarli” – Intervista a Benedetta Vialli

Benedetta Vialli - Illustratrice

Già sapete che non ci passa l’amore per le cose di carta e per taccuini illustrati da riempire di disegni e pensieri …. Questa estate il nostro spazio maceratese “Tandem” in Corso della Repubblica ospita una nuova serie sketchbook realizzati da una illustratrice in cui siamo felicemente inciampiati la scorsa primavera: Benedetta Vialli. Il suo lavoro ci ha colpito per l’originalità e ironia dei disegni, immediati e sottili, insieme.

Vogliamo saperne di più sul suo conto e i suoi lavori!

Ciao Benedetta! Iniziamo chiedendoti come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione. Quando hai deciso di intraprendere questa strada?

Dopo troppi anni di pittura all’Accademia di Belle Arti, ho capito che la pittura non era cosa per me! Mi è sempre piaciuto usare l’ironia nel disegno, non dico che con la pittura non si possa fare…ma io non ci riuscivo! Amo l’arte ma mi ci sono sempre approcciata in maniera troppo seriosa, l’illustrazione e il fumetto mi hanno dato la possibilità di esprimermi meglio..anche nelle cose più serie!

Come trovi a Venezia dal punto di vista del fermento culturale per un’illustratrice freelance? E come ti è sembrata Macerata il giorno in cui ti sei imbattuta nel nostro negozio e hai deciso di entrare :)

Sono tanti anni che sto a Venezia e vi assicuro che oltre ad essere bella ci si può anche vivere. Mi rilassa la mancanza di traffico e la sua dimensione pedonale, poi certo quando ti imbottigli nelle calli con i turisti non è più molto rilassante, ma possiedo un anima tutto sommato zen, sopravvivo! In più è molto viva da un punto di vista culturale e lo è in campi diversi, questo la rende molto stimolante.
A Macerata mi ci ha portata in mio compagno che è originario delle Marche. Quel giorno mi ha colpita la vostra vetrina con tutte quelle illustrazioni e macchine fotografiche! Mi è sembrato il posto perfetto per una città zeppa di giovani talenti che invadono l’Accademia di Belle Arti e le classi di Ars in Fabula, allora ho deciso di entrare per dare una sbirciata…poi da cosa nasce cosa :)

Come nasce un tuo disegno? Una volta che ti viene un’idea quali sono gli step successivi che portano alla realizzazione del progetto?

Già quando mi è venuta l’idea sto disegnando. Faccio molti brainstorming di parole chiave e bozzetti. Quando ho individuato l’idea da realizzare mi metto al computer e mi faccio delle foto! Si, sembra assurdo ma grazie a dio vivo in un epoca in cui posso farmi un sacco di foto e usarmi come modella! Non saprei come altro fare… Sappiate che per ogni disegno c’è sempre una foto da qualche parte di me che faccio quella cosa lì. Inoltre consulto anche moltissimi libri d’arte, fotografia, anatomia e poi quando mi serve una “tuta da quarantena” o un “gatto che cammina”, per fortuna c’è google immagini!

 

Cosa definiresti in 3 aggettivi il tuo modo di lavorare?

Sincero, rapido, appassionato.

Nonostante si percepisca un timbro omogeneo nelle tue opere, abbiamo riscontrato delle differenze di stile e di genere, che possono spiazzare. È una nostra impressione o una tua precisa scelta?

Non so se è un bene o un male…ma non ho mai avuto uno stile preciso. Non mi sono mai imposta cose come: “da oggi il naso lo faccio così e le fronde degli alberi colà” o forse quando c’ho provato non sono riuscita a mantenere la regola! Disegnando molto, da sempre, il mio segno è in continua evoluzione e lo lascio molto fare, mi piace che mi sorprenda. In più mi pongo in maniera diversa ad ogni progetto. Sono convinta che occorra modificare la tecnica, l’atmosfera e la temperatura in base all’obbiettivo che ci si pone, quindi non tratterò mai alla stessa maniera un articolo sulle lotte femministe negli anni 60 e un racconto fantastico. Sono mondi diversi e io ho il compito di evocarli.

Guardando il tuo portfolio ci ha colpito il progetto Feminist Issue-Bossy. Il filo rosso che accomuna le opere presenti nella raccolta è l’immagine della donna e il gender conflict.  Qual è il messaggio che vuoi comunicare a chi guarda questi tuoi lavori?

Quella è una raccolta di lavori che ho fatto per varie testate online che trattano di questioni di genere e di femminismo. Sono molto legata a questi temi e faccio in modo che i miei disegni ne parlino sempre un po’. Sono convinta che chi fa comunicazione (in qualsiasi campo creativo) abbia una responsabilità enorme e al contempo una grande occasione per fare cultura. Ogni volta che mi metto a disegnare, al di là della commissione, penso sempre come caratterizzare le persone che rappresento, senza banalizzarle o peggio ancora stereotiparle! Il lavoro “This is what a feminist looks likes” che ho fatto per Bossy ne è l’esempio lampante. Chi è femminista? Non solo donne, non solo bianche, non solo magre, non solo normodotate etc… Sono questioni fondamentali alle quali bisogna pensare quando ci si rivolge a un pubblico.

Quali sono secondo te i pregi e i difetti dell’affidarsi al digitale e quindi usare una tavoletta grafica piuttosto che disegnare a mano?

Il disegno in digitale mi ha rapita subito, lo trovo comodissimo! Posso cancellare all’infinito, spostare gli elementi nel campo, ingrandirli, rimpicciolirli, cambiare colore… troppo comodo! Non sono mai stata una grande pittrice quindi non sento la mancanza di certi effetti pittorici, che comunque si possono riprodurre o campionare come faccio io. Infatti continuo anche a disegnare sulla carta con le matite, l’inchiostro, le tempere e gli acquerelli. Il difetto più grande del digitale, quindi direi che è proprio questo: la mancanza del rapporto con la materia. Sono contenta di essermi approcciata al digitale solo dopo tanti anni di insozzamento di mani!

Come ti sei trovata nelle tue avventure editoriali, come quella realizzata con Vice ?

La commessa arriva il lunedì e la consegna è prevista per il giovedì, bisogna lavorare tanto e in fretta, è fondamentale comunicare con chiarezza perché si ha poco tempo. Lavorare con i giornali è “frenetico” ma io sono abituata a lavorare velocemente!

Veniamo alle illustrazioni che abbiamo scelto. per realizzare una serie di sketchbook. Raccontaci la storia dietro ognuna di esse :)

Wow ok! Allora..sono tutti progetti personali tranne “Mamma’s frangetta” che è stata pubblicata sul numero 38 di LAHAR magazine. Il tema del mese era “la mamma” e io me la sono sentita di farmi portavoce di tutte quelle povere persone che come me quando erano infanti hanno subito il taglio dei capelli casalingo…io me le ricordo quelle schiere di caschetti sbilenchi con le frange dalle più varie angolazioni e altezze… ecco l’ho fatto per voi!

Le altre illustrazioni sono tutte nate dalle situazioni ed esigenze più diverse.. per esempio “Game GRRRL” è nata per togliermi un sassolino che stava nella scarpa da un bel po’…con il pretesto di celebrare i vent’anni del Game Boy Color ho colto l’occasione di far sapere ai più che non ci giocavano solo i Boys ma anche parecchie GRRRLS che come me ci hanno perso gli occhi con quello schermo maledetto privo di retro illuminazione! Poi c’è “Istruzioni per l’uso” che spiega in poche mosse come usare un libro correttamente. “Succulente” vede una schiera di piante grasse (appunto dette “succulente”) più un intruso…non volevo dire granché..ma ci tenevo a contribuire anche io a questa febbre dei cactus che pare aver afflitto un’intera generazione di illustratori! Poi c’è “Al settimo cielo” che è di base un disegno in libertà ispirato alla copertina di Vespertine di Bjork.

Vuoi comprare  taccuini e poster con le illustrazioni di Benedetta Vialli?

Vienici a trovare nel nostro shop “Tandem” (Corso della Repubblica 23, Macerata)

o chiedi info e ordinali via mail: azarcomunicazione@gmail.com

Ratatà Festival & Azar Comunicazione presentano: fontanesi @ Tandem

Ratatà è nato nella primavera del 2014, proprio come noi. Dalla seconda edizione, quando il Festival si è esteso in tutto il centro storico e ha iniziato a occupare negozi e attività, vi partecipiamo con gioa ospitando nel nostro spazio TANDEM mostre di fotografia e illustrazione.

Nel 2015 toccò a “Casa in un posto lontano da casa”, Polaroid di Claudia Toloni illustrate da Daniela Tieni;

nel 2016 fu “Coppie Miste”, albi illustrati dal collettivo Le Trame;

nel 2017 scoprimmo  “Organici Botanici” di Paola Tassetti.

Il 2018 è l’anno di FONTANESI.

www.instagram.com/fontanesi

fontanesi chi?

fontanesi è un enigmatico artista che usa la fotografia per mostrare la realtà come veramente è.

fontanesi è street photography lol-surreale.

fontanesi è le sue opere.

fontanesi è da Tandem, per la prima volta nel mondo reale.

ANTEPRIMA

SINOSSI

(a cura di DE PRESS)

DE PRESS ha incontrati fontanesi per la prima volta, come tutti, sul cellulare.

Sempre tramite i nostri freddi schermini luminosi, quell’incontro è diventato prima attenzione, poi passione, infine amore spudorato. Per poi proporre timidamente un incontro tra le sue creazioni ed il nostro interesse verso le cose inquietanti che si possono fare se si fa esplodere il senso della “fanzine” e dell’autoproduzione.

Alcuni amici appassionati di internet art e altre avanguardie ci avevano già sottoposto la sua opera, ma è solo seguendola passo passo, sottoponendosi al flusso continuo, quasi quotidiano, che fontanesi crea, distribuisce, organizza, rimaneggia (attenti che i post si cancellano), è solo abbandonandosi che è possibile cogliere almeno una briciola del suo vero valore. Portare fontanesi fuori dagli smartphone, fuori da instagram, è una cosa malvagia, disfunzionale. Un po’ come costruire una torre eiffel a Las Vegas o Disneyland a Parigi. Ce ne scusiamo. Un punto importante è che non pensiamo, così facendo, di dargli maggiore permanenza, fissità, immortalità (ricordiamo che la carta si disgrega, ma pure i soli e gli atomi) o ancor peggio un “riconoscimento”. fontanesi non si può riconoscere, e la bellezza o pertinenza tragica e luminosa di tutto ciò che fa sta proprio in questo tuffo ulteriore in questa cosa che non possiamo spiegare e non possiamo dire, come non possiamo spiegare e dire chi o cosa fontanesi sia. Non è il punto e non chiedetecelo, tanto non ve lo diciamo. Il punto è che nei suoi collage digitali non c’è un taglio tra due foto, o tra due pezzi di foto. Quello che sembra un taglio, o uno stacco, semplice risulta di un copia & incolla, in realtà è una fessura. E se vi avvicinate abbastanza scoprirete che c’è dello spazio, tra quei due pixel stretti uno all’altro, e quella spazio è abbastanza largo da contenere tutta una parata di universi, universi di cappelli, di teste, di personaggi, macchine affogate e possibili apparizioni in cielo o sui volti. Quella di fontanesi è comicità multiversa, satira quantistica, il ragionato e sottilissimo calcolo probabilistico che lo porta a chiederci se, da qualche parte, ad un vecchio vagamente triste e qualunque siano cresciuti due piedi giganti.

 

DE PRESS nasce nel novembre 2016 con la pubblicazione di SCUSA di Andrea De Franco. Nel 2017 si uniscono Beatrice Bertaccini, Elettra Esposito, Lorenzo Matteucci e Chiara Polverini. Da allora DE PRESS partecipa a festival in tutta Europa e apre a collaborazioni con altri artisti: finora Michele Galluzzo, Alice Fiorelli, Mattia Angelini e Fontanesi. Le fanzine di DE PRESS vivono nella terra di nessuno che sta tra fumetto e libro d’arte.

RISCATTI URBANI n.5 – Premio giuria singola foto e progetto fotografico stampato

Riscatti Urbani 2018, la quinta edizione del contest di street photography organizzato in “Tandem” da Azar Comunicazione e AStore-Analogic Soul Photography, si è concluso nelle scorse settimane, mettendo in gioco 314 singole foto e 14 progetti fotografici stampati.   Dopo la vittoria del premio pop di “Padre e figlia”, di Francesca Cannarile, sancita dalla selezione social e dalla piattaforma di voto online è tempo di annunciare i premi critica.

Nella categoria “singola foto” la giura di Azar e quella di Astore hanno giudicato sepatamente, tenendo conto rispettivamente della forza comunicativa e narrativa degli scatti (giuria Azar) e degli aspetti più tecnici e prettamente fotografici (giuria Astore). Nella categoria “progetto fotografico stampato” le due giurie hanno espresso il giudizio in “Tandem”.

PREMIO SINGOLA FOTO – GIURIA AZAR COMUNICAZIONE

“Finding ambition”, Londra, Chiara Gioncardi

 

“L’arte di guardare”, Portovenere, Cloud Sumire

Premiamo ad ex-equo L’arte di guardare, scattata a Portovenere da Claudia Plebani e Finding ambition, scattata a Londra da Chiara Gioncardi. Entrambe riescono a cogliere l’instante decisivo  (“impulso spontaneo che viene da un occhio sempre attento”) di cui parla Henri Cartier Bresson nella citazione-guida di questa edizione, ri-scattando con istinto e ricerca due momenti significativi e preziosi.

La foto di Chiara gioca con simmetrie e semantica e “ferma” i 3 protagonisti nel tempo dell’attesa, in posizioni pressoché identiche: capo chino sullo smartphone e sigaretta in mano. Nelle meccanica della foto, ognuno di loro “dialoga” con il personaggio del cartellone pubblicitario “capitatogli”, rendendo questa scena urbana dal canovaccio frequente e perfino un po’ stereotipato, unica nel suo genere e dotata di possibili connotazioni sociologiche.

La foto di Claudia, nel suo riuscito bianconero, è sguaiata e felice e ci porta a empatizzare con i 3 bambini e con la loro spontanea voglia di scoprire. Non conosceremo mai il loro volto ma le buffe e irresistibili movenze con cui sono stati immortalati bastano a conquistarci.

I 2 riscatti e i loro 6 protagonisti, messi involontariamente insieme dalla nostra scelta, finiscono per raccontarci e ricordarci due possibili modi di guardare, uno fisso e forse un po’ alienato, l’altro scomposto e meravigliosamente curioso.

PREMIO SINGOLA FOTO – GIURIA ASTORE 

Senza Titolo, Marsiglia, Emanuele Dini

3 personaggi sulla stessa linea che non si guardano, in un bianconero dal contrasto accentuato, suscitano domande in chi osserva  l’immagine e un forte senso di inquietudine, punti di forza di una foto di grande impatto e impreziosita dalla geometrie delle scale. Lo scatto di Emanuele Dini, esempio riuscito di una street photography che inseguendo l’attimo non rinuncia alla ricerca e alla cura della composizione, riesce a colpire al primo sguardo e ad assumere secondi significati ogni volta che la si riguarda.

PREMIO PROGETTO FOTOGRAFICO STAMPATO – GIURIA “TANDEM” (Azar + AStore)

Vincono “Ancona, presente remoto” di Francesco Marini e “Le Barracks della città bianca” (Belgrado) di Davide Spaccassassi.

 

Assegniamo ad ex-equo il premio a due progetti molto diversi tra loro che sono riusciti a colpirci da differenti punti di vista e a “seguire” la seconda citazione-guida di questa edizione, quella di John Berger su Paul Strand:

Strand evita il pittoresco, il panoramico e cerca di trovare la città in una strada, il modo di vivere di una nazione in un angolo di cucina … nella maggior parte dei casi sceglie soggetti comuni che nella loro normalità sono straordinariamente rappresentativi.

 

In entrambi i casi lodiamo la ricerca e il carattere progettuale delle foto, la consapevolezza tecnica e il senso dell’inquadratura.

Abbiamo apprezzato inoltre la cura nella presentazione del progetto e le parole usate nel testo introduttivo, non semplice accessorio ma preziosa guida introduttiva alla visione degli scatti.

Del  progetto di Francesco  sottolineamo in particolare la capacità di raccontare una città da un punto di vista insolito, cogliendone sfumature inaspettate e innescando percorsi obliqui.

Del progetto di Davide premiamo la potenza degli scatti, lo spirito antropologico che ci pare li abbia guidati e la forte carica narrativa del suo reportage.

E ora, che ne sarà di Riscatti Urbani?

Come sapete ci piace che le foto raccolte in rete trovino la loro vita fisica e ritornino in circolo…  In tal senso stiamo organizzando una doppia mostra in collaborazione con Viaggi Fotografici Minimi – Piccolo Festival di Fotografia di Macerata che prevederà l’esposizione delle foto e dei progetti in gioco in questa edizione e una nostra selezione delle foto più significative di questi primi 5 anni di Riscatti Urbani! Comunicheremo su questo info su tempi e modi. Vi aspettiamo!

Riscatti Urbani n.5 – i 14 progetti fotografici stampati

A fianco della sfida social Riscatti Urbani n.5 ha vissuto un’altra vita “nascosta” e preziosa: 14 progetti fotografici che raccontano le città di Amsterdam, Ancona, Calitri, Cracovia, Falconara, Macerata (4), Parigi, Ravenna, Stoccolma e Veroli. Stampati e rilegati ognuno alla propria maniera, sono un piacere da guardare, sfogliare e toccare. Di seguto riportiamo una gallery fotografica che prova a restituire uno spaccato del materiale in gioco, in attesa di annunciare il progetto vincitore.

Ad ornamento della città, Macerata, Martina Romano
Ancona Presente Remoto, Ancona, Francesco Marini
Calitri, Calitri (Avellino), Marco Salvatore
Cartoline da Ravenna, Ravenna, Pamela Stortoni
Città macerata, Macerata, Alessandra Stagno
Cracovia, Cracovia, Martina Aliprandi
Dans le rues, Veroli, Camilla Danovano
Falcatraz, Falconara, Martina Morico
Gàr i Stockholm, Stoccolma, Gianluca Marini
Irriquietezza urbana, Macerata, Giovanni Domenella,
Le Barracks della città bianca, Belgrado, Davide Spaccasassi
Parigi in regalo, Parigi, Francesca Cannarile
Prima che bruci Amsterdam, Amsterdam, Mary Tesei
Taceramà, Macerata, Leonardo Corradini

RISCATTI URBANI n.5 – Finalissima Premio Pop

Le 5 foto finaliste di riScatti Urbani n.5, in lizza per il Premio Pop.

La fase a gironi della quinta edizione di Riscatti Urbani ha deciso le 5 foto finaliste del premio pop:

“Padre e figlia” di Francesca Cannarile (34.43% di preferenze nel Girone Vermiglio); “L’omino di Up” di Roberta Bancale aka @Robiotta (52.72% di preferenze nel Girone Smeraldo); “Correndo” di Mattia Orsili (35.29% di preferenze nel Girone Ciano); Senza titolo di Sara Mariotti aka @Essedisare (45.88% di preferenze nel Girone Ocra); “Cercasi” di Pietro Cilento (38.38 % di preferenze nel Girone Magenta).

Le 5 foto si sfideranno su questo blog con la stessa modalità della precedente fase dalle 12.00 di mercoledì 14 Febbraio 2018 alle 16.00 di venerdì 23 febbraio.

 

Riscatti Urbani n. 5 – Premio Pop: vota la tua foto preferita di ogni girone

Le mani di Carola e Monica hanno sorteggiato le foto finaliste dividendole in 5 gironi. In palio una fotocamera Polaroid 600 (1985) e una pellicola Polaroid Original (2018).

I 20 Riscatti Urbani finalisti della quinta edizione del contest in gioco per il Premio Pop sono stati sorteggiati in 5 gironi da 4, associati a diversi colori.
Per ogni girone vi chiediamo di indicare la vostra foto preferita. Sarà possibile votare fino alle 16.00 di lunedì 12 febbraio.
Le 5 foto vincintrici dei gironi si sfideranno nella finalissima.

GIRONE VERMIGLIO

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GIRONE SMERALDO

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GIRONE CIANO

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GIRONE OCRA

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GIRONE MAGENTA

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RISCATTI URBANI 5.0 – Le 20 foto finaliste del Premio Pop

La 1a fase della quinta edizione di Riscatti Urbani si è conclusa alla mezzanotte di mercoledì 31 gennaio 2018 con 313 foto partecipanti, arrivate tra mail e social network.

I like e RT di Facebook e Twitter (conteggiati alle 12.00 del 1 febbraio) hanno selezionato le 20 finaliste in lizza per il premio pop.

TOP FACEBOOK – i 10 riscatti urbani con più LIKE

“Memorie”, Castelluccio di Norcia, di Davide Balestrini 324 like; Senza titolo, Savona, di Camilla Danovaro, 187 like; “Bubbles”, Roma, di Lorenzo Magnati 186 like; “Padre e figlia”, San Gimignano, di Francesca Cannarile 173 like; “Immersioni AV”, Riviera Adritica Civitanova-Giulianova, di Martina Romano 134 like; “Vaporetto”, Venezia, di Le Na, 123 like; “Correndo”, Monte Sant Giusto, di Mattia Orsili 116 like; Senza titolo, Ancona, di Francesco Marini 115 like; “Gioco di Strada“, Marrakech, di Barbara Raimondi 85 like; “Cercasi”, di Pietro Cilento, 81 like

TOP TWITTER – I 10 riscatti urbani con più RETWEET

“L’omino di up”, Livorno di @Robiotta 58 RT; “Salierne”, Salerno, di @Barbiturico 29 RT; “Monoattimi”, Roma, di @parandroida 29 RT; Senza titolo, Roma, di @jagodioz 28 RT; “Antifa”, Roma, di @unoscribacchino 19 RT; Senza titolo, Roma, di @essedisare 18 RT; Senza titolo, Elche, di @missis03 18 RT; Senza titolo, Roma, di @lamentina23 18 RT; “Barivecchia”, Bari, di @erCrescina 15 RT; “Ponte Mammolo”, Roma, di @emi_bar 13 RT

COSA SUCCEDE ORA?

✔ Le 20 foto saranno divise in 5 gironi tramite sorteggio e si sfideranno su questo blog attraverso una piattaforma di voto online. Le votazioni inizieranno alle 12.00 di martedì 6 febbraio e termineranno lunedì 12 febbraio alle ore 16.00. Le foto vincitrici di ogni girone si sfideranno nella finalissima del PREMIO POP che mette in palio una Fotocamera Polaroid SuperColor 600 e una pellicola Polaroid Originals + un vinile a scelta tra 3 offerto da DischiVolanti.

✔ Il PREMIO CRITICA  che mette in palio 3 saggi fotografici della casa editrice QuodLibet sarà aperto a tutte le 313 foto in gioco e potrà quindi essere assegnato dalla nostra giuria anche a una foto non facente parte della selezione social. L’annuncio del riscatto urbano vincitore verrà comunicato in contemporanea al termine delle votazioni del premio pop.

✔ Fino al 15 febbraio c’è la possibilità di partecipare alla modalità b del contest: RACCONTA LA “TUA” CITTA’ CON UN PROGETTO FOTOGRAFICO composto da un minimo di 7 a un massimo di 12 foto e presenta il tutto già stampato. Le foto del progetto dovranno essere scattate nelle stessa città e provare a raccontarla. I partecipanti dovranno scegliere il formato delle stampe [non oltre il 30×40], il tipo di carta e la modalità di presentazione [foto sfuse, foto raccolte in un album o qualsiasi altra cosa…]. Il progetto va spedito entro il 15 febbraio al nostro punto vendita “Tandem”, Corso della Repubblica 23, 62100, Macerata o consegnato personalmente allo stesso indirizzo. Chi volesse può stampare le foto direttamente da noi inviandole all’indirizzo mail azarcomunicazione@gmail.com. L’autore del progetto prescelto dalla nostra giuria vincerà la partecipazione a uno dei workshop organizzati a Montefano (MC) tra il 21 e il 23 marzo 2018 nell’ambito della terza edizione del Premio Ghergo (Direttore Artistico: Denis Curti) e la possibilità di ricevere la lettura del proprio portfolio da parte della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Se il vincitore non potrà recarsi fisicamente a Montefano potrà richiedere come premio alternativo un fotolibro 20×30 dei propri scatti più rappresentativi.

RISCATTI URBANI n.5 – Presentazione e regolamento del contest di street photography a cura di “Tandem”

Foto Copertina: Parigi 2017, Valentina “Baruda” Perniciaro

 

C’è tutto un mondo di #RiscattiUrbani.

Edizione n.5 del contest di street photography pensato in “Tandem” da Azar Comunicazione e da Astore Analogic Soul Photography, per la prima volta in versione invernale e a cavallo di un anno che finisce e un altro che inizia. Pronti?

Dal più sperduto paesino alla più caotica metropoli il globo è pieno di attimi, scorci, visi, corpi *unici in quell’istante*. Da un lustro proviamo a ri-scattarli, giocando collettivamente con i cortocircuiti e i paradossi della fotografia ai tempi dei social.

Lo spunto teorico di questa edizione è fornito da due capitoli di “Capire una fotografia” (Contrasto, 2014) di John Berger, critico e scrittore scomparso a inizio 2017. Berger identifica in Henri Cartier Bresson e Strand due modi opposti di intendere la fotografia, in particolare quella “urbana”.


L’istante in cui si scatta una foto, insisto io, “l’attimo decisivo” come tu l’hai chiamato, non può essere calcolato, previsto o pensato. D’accordo. Ma può facilmente andar perso, non è vero? Certo, per sempre. Sorride. Dialogo tra John Berger e Henri Cartier Bresson

Nei suoi viaggi Strand evita il pittoresco, il panoramico e cerca di trovare la città in una strada, il modo di vivere di una nazione in un angolo di cucina … nella maggior parte dei casi sceglie soggetti comuni che nella loro normalità sono straordinariamente rappresentativi. Strand ha un occhio infallibile per l’essenziale, le su foto entrano a tal punto nel particolare da rivelarci l’intero corso di una cultura, o di una storia che come sangue fluisce attraverso quel dettaglio. Il suo metodo fotografico è inusuale si potrebbe dire che è l’antitesi di quello di Bresson: per Bresson l’evento fotografico è un istante, una frazione di secondo, da inseguire come fosse un animale selvatico; per Strand invece l’evento fotografico è biografico o storico e la sua durata è idealmente misurata non in secondi, bensì in relazione ad un intera vita.. John Berger su Paul Strand

 

Le due citazioni sono gli spunti che offriamo a chi vuole giocare a Riscatti Urbani nelle due maniere possibili, con una singola foto o con un progetto fotografico stampato.

Come si gioca a “Riscatti Urbani n.5”?

Modalità A) Da 1 a 3 foto “social”. Ognuna gioca per sè. Sfidando tutte le altre. 

Hai fino a 3 scatti a disposizione che parteciperanno singolarmente. Non ci sono iscrizioni, entri in gara direttamente postando le tue foto su Facebook o su Twitter. È consentito distribuire le foto nei due social, si può decidere ad esempio di postarne 2 su Facebook e 1 su Twitter o viceversa, l’importante è che la stessa foto NON compaia su entrambi i social.

➔ Su Twitter devi pubblicare un tweet che contenga:

° l’hashtag #riScattiUrbani

° il link al regolamento https://azarcomunicazione.com/riscatti-urbani-5a-edizione-contest-street-photography/

° Il luogo dello scatto

° la foto!

NB: La foto va caricata direttamente su Twitter senza ricorrere a servizi esterni (Instagram, Pinterest, Flickr…)

➔ Su Facebook: se non lo hai ancora fatto clicca “mi piace” sulla pagina di AStore – Analogic Soul Photography: è li che dovrai pubblicare le tue foto. In questo caso l’unico elemento obbligatorio del post è la dicitura “#riScattiUrbani” e il luogo dello scatto.

NB: saranno conteggiati solo i “RT” e i “Mi Piace” ricevuti dal vostro primo tweet o dal vostro primo post fb con cui presentate la foto. Qualora vogliate rilanciare nel corso dei giorni i vostri scatti in gara al fine di favorirne la diffusione, vi consigliamo di ri-linkare sempre il post su fb o il tweet originario, indicando come facciano fede esclusivamente i RT e i “mi piace” ottenuti da quest’ultimi. Su Twitter saranno conteggiati sia i RT diretti che i RT tramite tasto “cita il tweet”.

NB: è consigliato ma non obbligatorio dare un titolo alle foto postate.

Le 10 foto più retwittate tra quelle postate su Twitter e le 10 foto che riceveranno più “Mi piace” tra quelle postate su Facebook entro le accederanno alla fase finale, che si svolgerà su questo blog tramite piattaforma di voto online.

NB: può accedere alla fase finale una sola foto per autore.

Modalità B) Racconta la “tua città” con un progetto fotografico di 7-12 scatti 

Realizza un progetto fotografico composto da un minimo di 7 a un massimo di 12 foto e presenta il tutto già stampato. Le foto del tuo progetto dovranno essere scattate nelle stessa città e provare a raccontarla. Scegli tu il formato delle stampe [non oltre il 30×40], il tipo di carta e la modalità di presentazione [foto sfuse, foto raccolte in un album o qualsiasi altra cosa…]. Spedisci le foto al nostro punto vendita “Tandem”, Corso della Repubblica 23, 62100, Macerata. Sei sei in zona puoi portarle direttamente di persona o stamparle da noi. Se lo desideri al termine del concorso le foto ti saranno restituite.

✓ Quanto tempo ho?

Modalità A: puoi postare le tue foto dalle 12.00 del 31 dicembre 2017 alle 23.00 del 31 gennaio 2018. Il  conteggio di “Mi piace” e “retweet” terminerà alle 12.00 del 1 febbraio 2018.

Modalità B: puoi presentare i tuoi progetti stampati entro il 15 febbraio 2018.

✓ Posso partecipare con entrambe le modalità di gioco?

Si. E puoi presentare nel contest social anche foto facenti parti del progetto fotografico stampato.

✓ E se volessi presentare singole foto e non un progetto fotografico ma non avessi voglia di pubblicarle sui social?

Puoi inviare i tuoi scatti [da 1 a 3] per email ad azarcomunicazione@gmail.com. Non parteciperai alla sfida social ma entri comunque in gioco per il premio giuria (leggi sotto).

✓ I miei scatti devono seguire un tema specifico?

Come ripetiamo ogni anno Riscatti Urbani non propone una definizione precisa di street photography, espressione ampia e controversa. Quello che ti chiediamo è di proporre una tua interpretazione della fotografia di strada cercando di cogliere con creatività l’indole di questo gioco. L’unica linea guida che forniamo è una citazione che può essere lo spunto per i tuoi riscatti. Questa volta abbiamo scelto le parole di John Berger che trovi all’inizio di questo articolo, rispettivamente su Cartier Bresson (pensata per la modalità singola foto) e su Strand (pensata per la modalità progetto fotografico). Ricorda che in questa edizione, a differenza che nella scorsa, le foto del progetto fotografico (modalità b) dovranno essere scattate nella stessa città, mentre le foto in gioco con la modalità A possono essere scattate in città diverse.

 Cosa si vince?

PREMIO POP (Foto più votata sul blog dopo la selezione “social”)

 Polaroid 600 Supecolor SE 635 (1985) + Pellicola Polaroid Originals (2018) b/n o colore

Un vinile proposto e offerto da DischiVolanti (Milano) a scelta tra:

“CANTILENA”, First House (Jazz Quartet)
Foto Copertina: Mick Hutton

 

“THE EPIDEMICS”, Lakshminarayana Shankar

 Foto Copertina: Mikko Hietaharju

“Straight Outta Compton”, NWA 

Foto copertina: Eric Poppleton

PREMIO CRITICA SINGOLO SCATTO

3 libri fotografici della casa editrice Quodlibet (Macerata) a scelta tra questi 6:

“Cento case popolari”, Fabio Mantovani

“Con la coda dell’occhio. Scritti sulla fotografia”, Marina Ballo Charmet

“Lezioni di fotografia”, Luigi Ghirri

“Scena mobile”, Paolo Rosselli

“Visioni in dissolvenza. Immagini e narrazioni delle nuove città”, Nunzia Palmieri 

PREMIO CRITICA PROGETTO FOTOGRAFICO STAMPATO

Partecipazione gratuita a uno dei workshop organizzati a Montefano (MC) tra il 21 e il 23 marzo 2018 nell’ambito della terza edizione del Premio Ghergo (Direttore Artistico: Denis Curti) e la possibilità di ricevere la lettura del proprio portfolio da parte della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Se il vincitore non potrà recarsi fisicamente a Montefano riceverà come premio alternativo un fotolibro 20×30 dei propri scatti più rappresentativi.

✓ Che fine fanno i Riscatti Urbani in gioco?

LA MAPPA – Tutte le foto partecipanti alla contest social verranno “mappate” su Pinterest. Per questo ti chiediamo di indicare sempre il luogo degli scatti in gioco.

➡ LA MOSTRA –  Fin dalla prima edizione abbiamo sempre esposto le foto partecipanti in spazi pubblici per rimetterle in circolo sotto altre forme e altri luoghi e riscoprire il piacere della foto “fisica”. Quest’anno per celebrare il quinto compleanno del contest realizzeremo un’esposizione speciale con le foto più rappresentative di questo lustro di Riscatti Urbani (2013 – 2018) nell’ambito di Viaggi Fotografici Minimi, piccolo Festival della fotografia di Macerata.

 

GIOCHI?

Da Tandem d’estate: 8+1 stramberie regalo proposte da Azar

Già sai che il nostro spazio/spaccio Tandem è ritrovo di irresistibili stramberie, idee non convenzionali per regali speciali a persone care e a se stessi. Raccapezzarsi in questo mare di opportunità non è facile anche per l’osservatore più attento. Ne abbiamo quindi selezionate 8+1 per te, tra buffe novità e grandi classici, acquistabili da noi mane e sera in questo fitto agosto maceratese  E se stranamente non passi le ferie Macerata te le spediamo ovunque ti trovi!.

1 – SARA CANCELLIERI in “SPLATTER COFFEE BREAK” – Dopo l’esperienza invernal-surreale nei cappelli di lana, tornano a perseguitarci gli occhi spiritosi e spiritici pensati e costruiti dalle testa e dalle mani di Sara Cancellieri. Stavolta salteranno fuori dai vostri caffè.

2 – FLACCIDIA in “STIFF LITTLE FINGERS” Flaccidia, disegnatrice di città invisibili , percorsi onirici e volti improbabili, nonché animatrice di sneakers mostruose  presenta nuovi quattro personaggi Essi: non hanno nome (battezza chi li compra, seguendo istinto e viscere); si presentano in amene PINS che si appiccano ai vostri panni tetri colorando la quotidianità; considerano gli stereotipi verità logore e il genere un vezzo borghese; rispondono al disagio ognuno alla propria disagiata maniera; se li compri non si sentono meri oggetti ma curiosi viandanti all’inizio di un nuovo viaggio; amano essere scelti.

3 – FRANCESCA DIMANUELE in “EX-LIBRIS” – L’illustratrice Francesca Dimanuele, un po’ lombarda un po’ sicula ci ha spedito direttamente dal Medioevo particolari timbri intagliati che si fanno chiamare Ex Libris, indispensabili per chi tiene ai propri libri e alle proprie amicizie ;-) . Nell’esclusiva intervista ci racconta la loro storia.

4 – LARA QUATRINI in “I QUADERNI DI LARA QUATRINI”. “A”, “Capra”, “Donna Asina”, “Donna Cuori”, “Donna Prosciutti”, “Donna Uovo”, “Mani grigie”, “Pentola Mare”, “Pentola che fuma”, “Santa Lucia”, “Vanni L’arcangelo” sono alcuni dei personaggi, cose e storie presenti nei taccuini da lei illustrati. E un paio di questi li può trovare anche in formato POSTER gigante!

5 – LES FRICHES in “BEN”, “Q”, “SCOPRIMI”, “SFOGLIAMI” e “TASCA PETITE” – 5 nuovi oggetti fatti a mano, belli, ambigui, e sorprendentemente utili. Li abbiamo presentati qua qualche settimana fa mentre sul blog di Les Friches si presentano da soli :)

6 – GIULIA VIOLANTI in “SUMINAGASHI”Giulia da Rimini è la nostra passione. L’ultima volta che ci è venuta a trovare ci ha insegnato con leggerezza e sagacia un po’ di mestiere,  mostrandoci in un affollato workshop come si creano e si rilegano i suoi quaderni marmorizzati. Creature Best seller di Tandem: prezzo modico per pezzi unici e fatti a mano, utilizzabili come album appiccica foto o taccuini raccogli pensieri.

7 – UOMINI NUDI CHE CORRONO in “QUEL PICCOLISSIMO GIGANTESCHIO” Fumetto/fanzine collettivo e very underground adatto a un pubblico semi-adulto senza pudore. “Giganteschio è un cucciolo di scheletro dal cranio di dimensioni abominevoli. È l’unico della sua specie in un mondo a lui avverso dove è costretto da millenni, in quanto immortale, a subire il peso e le dimensioni del suo capoccione. Non si sa da dove provenga o perché la sua crescita si sia bloccata nel corpo di un ossuto macrocefalodonte, le leggende a riguardo sono svariate…L’unica cosa che sa fare è continuare a sopravvivere per inerzia tra le difficoltà della sua scomoda “vita” secolo dopo secolo”.

8 COFFESHIRT in “SERIGRAFIE” – La nostra serigrafia del cuore ripropone da Tandem le storiche tshirt illustrate dai meglio artisti marchigiani per un agosto affrontato con stile. E per le anime più sensibili posteroni su carta fedigroni dell’inossidabile Sdolz e del finissimo Giulio Vesprini.

+1 – Se cerchi bene tra i meandri di Tandem c’è sempre il +1, quella cosa che per te è più speciale delle altre. Il +1 schiva la vetrina ed è fuori classifica, riposando nascosto in qualche angolo timido del nostro negozietto zeppo. Sta a te scovarlo e renderlo/renderti/renderci un po’ più felice/i!

“Chissà quante amicizie spezzate per un libro non restituito…” L’illustratrice artigiana Francesca Dimanuele racconta gli EX LIBRIS

Tra le cosette strambe che puoi trovare nel nostro spazio/spaccio maceratese Tandem ora ci sono perfino misteriosi timbri intagliati a mano. Si fanno chiamare ex libris e destano la fervida curiosità dei nostri avventori. Ma cosa sono esattamente gli ex libris? L’illustratrice Francesca Dimanuele, creatrice di questi preziosi oggetti ci racconta la loro antica storia.

Ciao Francesca!  Come ti è venuto in mente di creare gli ex librisL’idea degli ex libris è nata per gioco, l’agosto scorso. Sfogliavo un libro sulle xilografie di Duilio Cambellotti e scoprì l’esistenza degli ex libris. Feci ricerche su internet, e mi piacque più l’idea del timbro piuttosto di quella dell’etichetta stampata, ed è stata abbastanza immediata la realizzazione e la scelta anche del packaging, veramente è stato un gioco, solo che ridefinivo ogni dettaglio e ora sta dando i suoi frutti.

Come si sviluppa tecnicamente il processo di intaglio? La tecnica della linoleografia è abbastanza semplice: dopo aver disegnato il soggetto, lo trasporto al contrario sulla matrice, e inizio a incidere con delle sgorbie le parti che devono restare “bianche”, i vuoti incisi, e lasciare invece “salve” le parti che verranno inchiostrate, quindi i rilievi “neri”.
Il bello di questa tecnica che si impara molto in fretta a giocare con il negativo/positivo di un immagine e quindi si migliora la propria capacità di sintesi, il risultato sono delle immagini semplici ma non per questo meno di impatto.
Come diceva Bruno Munari “Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare. Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più della scultura che vuole fare. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare per togliere, senza rovinare la scultura?”.

La tua formazione antropologica ti è stata d’aiuto in un progetto di questo tipo? Che domanda difficile… forse l’antropologia mi ha aiutata nell’individuare un oggetto che non c’è in commercio, ma di cui la gente evidentemente necessita. Gli ex libris sono nati per l’esigenza di farsi restituire i libri prestati quando questi erano costosissimi e rari. Ora i libri sono abbastanza economici, però il rischio di non rivederlo più una volta prestato è sempre alto. Il libro è un oggetto che entra nel vissuto del lettore, si crea un legame, e il fatto che in seguito l’ex libris divenne semplicemente un modo per decorare e rendere unico il proprio libro lo dimostra. Nonostante questo legame con il proprietario è anche bello condividerlo, scambiarli, è un oggetto che entra nelle dinamiche di reciprocità (la teoria del dono di Marcel Mauss). Ma è anche un oggetto che “ha i suoi tempi”, penso sia abbastanza comune comprare un libro e leggerlo a distanza di molto tempo, come se dovesse “maturare” nella tua libreria prima di essere pronto a leggerlo. Ma quando questo succede con i libri prestati ci si dimentica anche chi ce l’ha prestato… chissà quante amicizie spezzate per un libro non restituito? Magari se ci fosse stato un timbro decorato, seppur in ritardo, lo avremmo riconsegnato.

Quando e come ti sei approcciata al lavoro di illustratrice? La passione per il disegno l’ho avuta fin da piccola, anche se ho scelto scuole e università che non hanno niente a che fare con l’illustrazione, ho sempre cercato di percorrere anche quella strada. Mentre andavo al Liceo Scientifico frequentavo anche i corsi brevi serali della Scuola d’Arte Applicata del Castello Sforzesco (povero mio padre che mi accompagnava e aspettava fuori tutto il tempo!), all’Università a Bologna frequentavo dei corsi privati da un professore e illustratore, Mauro Cutrona; e infine a Parigi ho frequentato diversi corsi e soprattutto all’Académie de la Grande Chaumière.
Il primo lavoro è stato un fumetto che riguardava una super eroina in sedie a rotelle, poi una breve collaborazione con “Rivista!Unaspecie”, un periodico online sulle arti indipendenti, che purtroppo si è fermato. Mi è piaciuto molto lavorare su un libro da colorare per bambini su Ragusa, mi piace soprattutto vedere poi le mie immagini colorate da diversi bambini, ogni volta ti stupiscono.

C’è un legame tra il tuo lavoro e Ragusa? C’è fermento culturale ed artistico nella città in cui vivi? No, non c’è un legame tra il mio lavoro e Ragusa. Per quanto riguarda il fermento culturale ed artistico in città, posso dire che negli ultimi anni sono nate due belle gallerie d’arte ( io personalmente collaboro con Sudestasi Contemporanea ) e vari festival molti interessanti come quello del libro (A tutto volume), della fotografia (Ragusa Photofestival), dei graffiti (Festiwall), del fotolibro (Gazebook)… però penso sia ancora un luogo pieno di potenziale inespresso, che deve solo riuscire a fare sinergia, e forse manca ancora una amministrazione che faciliti iniziative culturali come succede a Bologna, che secondo me dovrebbe essere d’esempio, almeno in questo ambito.

É stato difficile passare da una metropoli come Milano a una realtà più piccola? Sì e no. Sono nata a Milano ma ho vissuto in un paesino fra Milano e Pavia. Mi mancano alcune cose di Milano, soprattutto la libertà di muoversi, penso in particolare ai mezzi pubblici. È stata una scelta dovuta alle mie origini siciliane e al bisogno di un ambiente sociale più piccolo, dove forse la qualità della vita è migliore, e sicuramente alla natura che qui è appena a due passi fuori città.

NB: FRANCESCA DIMANUELE FA ANCHE  UN SACCO DI ALTRE COSE